Molino Salvato s.r.l.

Molino Salvato s.r.l. Produzione e commercio di farine di grano tenero ad uso alimentare.

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22/12/2024

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14/05/2024

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08/07/2022

Autista con patente C + CQC con mansione di carico e scarico, per effettuare scarichi ai clienti, movimentazione max 25 kg

31/01/2021

Autista con patente C + CQC con mansione di carico e scarico, per effettuare scarichi ai clienti, movimentazioni max 25 kg.

"Buono come il pane, c'è solo il pane.."
15/07/2019

"Buono come il pane, c'è solo il pane.."

Con l'esperto Giorgio Donegani parliamo oggi di un alimento prezioso: il .

Ogni anno le oltre 24.000 artigiane disseminate in tutto il paese sfornano quasi 2.000.000 di tonnellate di pane, praticamente l’85% di tutto quello che arriva sulle nostre tavole. Una tra le arti più antiche, quella “bianca”, praticata ancora oggi da chi, sacrificando la propria vita ai ritmi imposti dalla lavorazione del pane, mantiene viva la tradizione dell’ per antonomasia, che da sempre occupa un posto tutto suo nella nostra cultura. Secondo Omero, "mangiatori di pane" era sinonimo di "uomini", e mai avrebbe immaginato di vedere un alimento così prezioso portato sul banco degli imputati, con l’accusa di “far ingrassare” e di favorire una quantità di malanni, dal diabete all’infarto, con il risultato di vedere i di pane ormai stabilizzati su livelli decisamente bassi, nemmeno confrontabili con quelli di qualche decennio fa.

Preparato nella sua forma più semplice solo con acqua, , e sale, il pane ha una composizione nutritiva che può variare leggermente. Quello apporta più rispetto al , e anche più proteine, lipidi, minerali e vitamine (specialmente del gruppo B), ma risulta un po’ meno digeribile e contiene alcune sostanze (acido ossalico e acido fitico) che tendono a ostacolare l’assorbimento di calcio e ferro. Quello bianco ha invece una ricchezza nutritiva inferiore, ma viene assimilato completamente ed è meglio tollerato dai bambini. In ogni caso, è l’elevata presenza di a caratterizzare il profilo nutrizionale del pane: un etto di quello bianco ne contiene circa 55 grammi, mentre in quello integrale ce ne sono più o meno 48 grammi, con un apporto calorico tra le 275 e le 254 calorie. È facile dedurre quindi che la funzione nutritiva essenziale del pane sia quella di fornire all’organismo in forma facilmente assimilabile, e a questo proposito, è importante considerare che l’ultima edizione dei LARN (i Livelli di Assunzione di Riferimento di energia e Nutrienti, elaborati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana) indica come dal 45 al 60% di tutta l’energia che introduciamo ogni giorno debba arrivare dai , primo tra tutti proprio l’amido.

È paradossale che proprio la sua ricchezza di amido abbia “regalato” al pane la cattiva fama di alimento “ingrassante”. Una fama assolutamente immeritata perché, come detto, l’amido e le che ne derivano sono indispensabili per una vita sana. Come al solito è la quantità a far la differenza, e la regola da seguire è davvero semplice: se un pasto prevede già il consumo di , come la o il riso, il pane andrà evitato o limitato a una dose minima (per esempio, una fetta), mentre si potrà aumentarne la quantità (anche 100-150g) se è l’unica fonte di amido del menu. Ma l’accusa che indica il pane tra i primi responsabili del sovrappeso si basa anche sul fatto che ha un indice glicemico elevato (significa che fa innalzare rapidamente la , causando un violento rilascio di insulina, che favorisce l’accumulo di grasso); ebbene, se è vero che l’indice glicemico del pane è effettivamente elevato, è anche vero che per abbassarlo basta non mangiare il pane da solo, ma accompagnarlo a quello che, guarda caso, viene definito per l’appunto il “companatico”. Gustato per accompagnare dell’insalata, oppure insieme a del formaggio, del prosciutto o altri alimenti proteici, il pane contribuisce a bilanciare e rendere completa la nostra .

Sulle caratteristiche del pane incide anche il tipo di usato per prepararlo. Si possono usare, infatti, due tipi di lievito, entrambi naturali: quello commerciato nei classici panetti di lievito di birra, definito impropriamente lievito “industriale”, e quello spontaneo”, chiamato anche “lievito di pasta acida” o lievito “madre”, ottenuto da un impasto di acqua e farina lasciato all'aria in modo che vi si sviluppino i microrganismi naturalmente presenti nell’ambiente. Rispetto a quella effettuata con il lievito in panetti, la preparazione del pane col lievito “madre” risulta più lunga e laboriosa: lo sviluppo di gas è più lento e graduale, e questo comporta la formazione di bollicine più fini e regolari nella mollica, che peraltro diventa rafferma più lentamente. D’altra parte, la fermentazione prolungata e la maggior acidità dell’impasto ostacolano lo sviluppo di muffe, e provocano la formazione di sostanze utili per l’aroma.

In conclusione, è difficile trovare qualcuno a cui il pane non piaccia: si accompagna con tutto, ha mille forme, tanti sapori… forse è proprio il caso di dire che di “buono come il pane" esiste solo il pane e per questo, nonostante tutto, continua ad essere così amato, come ci racconta la tenera vignetta preparata per l'occasione dall'amico Sergio Criminisi.

Altro capitolo molto importante: capire dove trovare i giusti nutrienti nei giusti alimenti.
08/05/2019

Altro capitolo molto importante: capire dove trovare i giusti nutrienti nei giusti alimenti.

Con l'amico Giorgio Donegani, parliamo oggi di FIBRE.

Mangiare più ! È quanto ripetono di continuo i e con ragione: nonostante non venga assimilata dal nostro organismo, la fibra svolge alcune funzioni importantissime per la …

Dovremmo mangiarne ogni giorno circa una trentina di grammi, badando non solo alla quantità ma anche alla qualità, perché quella che genericamente si chiama “fibra vegetale” è in realtà un insieme di sostanze diverse (cellulosa, emicellulosa, lignina, pectine, gomme, mucillagini…) che una volta ingerite hanno effetti differenti.

DUE TIPI FONDAMENTALI
Schematizzando, esistono fondamentalmente due tipi di fibre: quelle “di struttura”, che nelle piante svolgono una funzione di sostegno (più o meno come le ossa nel nostro corpo), e le “fibre viscose o gelificanti” che, invece, non hanno una funzione strutturale. Mentre le viscose si sciolgono bene in acqua, quelle di struttura sono insolubili, e proprio questa fondamentale differenza determina la diversa azione dei due tipi di fibre nel nostro .

LE FIBRE VISCOSE, SOLUBILI
Presenti soprattutto nella polpa della frutta, nei legumi e negli ortaggi a frutto (pomodori, melanzane, zucchine...), le fibre solubili quando vengono a contatto con i succhi gastrici tendono a formare delle miscele un po' gelatinose che favoriscono la sazietà, e che nell’intestino tendono a inglobare parte degli zuccheri e dei grassi, rallentando la loro assimilazione. Alcune fibre viscose forniscono inoltre nutrimento alla naturale flora intestinale svolgendo una funzione prebiotica.

LE FIBRE DI STRUTTURA, INSOLUBILI
Si trovano in grande quantità nei integrali e nelle parti dure degli ortaggi e durante la digestione non si sciolgono in acqua ma ne assorbono comunque molta, aumentando notevolmente il loro volume. Nell'intestino si forma così una maggiore “massa fecale” che, proprio per le sue dimensioni, stimola efficacemente il movimento delle pareti intestinali, favorendo l'evacuazione e contrastando la stitichezza. Inoltre, aumentando la velocità di transito intestinale del , riducono le fermentazioni indesiderate e allontanano più rapidamente le eventuali tossine.

MANGIARE INTEGRALE
Gli integratori a base di fibra vegetale sono di moda e non costano poco. Sono anche utili? In realtà già seguire la cosiddetta regola del " " (mangiare cinque porzioni di vegetali freschi ogni giorno) è un ottimo sistema per assumere la giusta quantità di fibre solubili e insolubili, in aggiunta, più che ricorrere ai integratori farmaceutici è decisamente utile introdurre nel menu anche i che, insieme alle fibre, apportano anche sali minerali e vitamine del gruppo B.

Con l'occasione, riproponiamo la simpatica vignetta di Sergio Criminisi pubblicata qualche tempo fa e che tratta appunto delle fibre, in particolare, quelle contenute in frutta e verdura.

Questa è una doverosa chiarificazione che non ha minimamente intenzione di giudicare i diversi processi di produzione, m...
23/04/2019

Questa è una doverosa chiarificazione che non ha minimamente intenzione di giudicare i diversi processi di produzione, ma semplicemente vuole essere una spiegazione tecnica "semplice" per i non addetti ai lavori. Ne consiglio la lettura.

II processo di trasformazione del in o si avvale oggi di due tecnologie spesso compresenti nei moderni impianti : la a cilindri e la .

Quest’ultima, in particolare, cattura sempre più spesso l’attenzione del , erroneamente propenso a considerare ciò che richiama, anche indirettamente, l’artigianalità o il passato, necessariamente indizio o garanzia di .

Precisiamo intanto che l’attuale macinazione a pietra non può essere ricondotta alla effettuata presso quei 'romantici' che sembrano uscire direttamente dalle fiabe...

Negli impianti moderni, la macinazione a pietra si avvale ormai, così come la macinazione a cilindri, di tecnologie all’avanguardia che prevedono l’assenza di quei materiali che possono presentare delle criticità per la del prodotto (quali il legno..).

Ma cosa differenzia la macinazione a pietra dalla macinazione a cilindri? Accenniamo a tali differenze, essendo inteso che la materia, particolarmente articolata, sarà oggetto di altri post.

Dal punto di vista del processo, la macinazione a pietra si caratterizza per la produzione di farine e semole ottenute tramite un solo passaggio, attraverso mole di pietra contrapposte che possono girare a velocità variabili. Trattasi di un processo più “aggressivo” rispetto a quello della macinazione a cilindri, nella quale si verificano numerosi passaggi che consentono una precisa classificazione degli .

La velocità di lavorazione e la distanza tra le macine possono determinare un surriscaldamento delle farine e intaccarne le proprietà nutritive e pertanto la professionalità, l’esperienza e le conoscenze del mugnaio costituiscono elementi di primaria rilevanza.

Dal punto di vista del prodotto, la macinazione a pietra risulta indicata per la produzione di farine scure (che possono ovviamente essere ottenute anche attraverso la macinazione a cilindri) dalla granulometria fine e spigolosa solitamente più ricche in . Essendo comunque inteso che, come già sottolineato, non esistono farine ‘più buone’ o ‘meno buone’, preferire una tipologia rispetto ad un'altra dipende dall’utilizzo finale che si intende farne e dalle nostre diverse esigenze .

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30/03/2019

Molino Salvato srl presente per capire come migliorare il proprio processo produttivo nell'ecosostenibilità ambientale di tutta la propria filiera, dal campo alla vostra cucina o laboratorio.

30/03/2019
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06/12/2018

Ecco finalmente una norma che tutela i consumatori e permette loro di decidere consapevolmente cosa mangiare, senza essere fuorviati da slogan di dubbia chiarezza.

NewsStop al pane congelato spacciato per fresco: in etichetta si chiamerà “Conservato” Di enrico cinotti - 23 novembre 2018 Condividi su Facebook Tweet su Twitter tweet La baguette fragrante, appena sfornata al supermercato ha tutto l’aspetto di un pane fresco anche se è, molto spesso, un pr...

25/10/2018

L’allarme della Cna: "La salute non è garantita"

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