30/10/2021
La Pupa a Cena
I Pupi di zucchero
Ancor prima di Halloween con il suo « dolcetto o scherzetto », in Sicilia c’era (e c’è) tra le tante ricorrenze più sentite, la Festa dei Morti. Beh, detto così può far tremare un po’ ma chi è siciliano come me sa che è tutto tranne che qualcosa di cui spaventarsi. Era una vera e propria FESTA ! Sono ancora relativamente giovane quindi ricordo solamente che da bambini, io e mio fratello, aspettavamo la mattina del 2 novembre per scoprire quali regali ci avevano portato la notte del 1° novembre i nostri cari defunti. I miei genitori, ed ancor più i miei nonni, raccontavano che anticamente in questo giorno di festa, che veniva dedicato alla commemorazione dei propri cari, i bambini erano i più felici di tutti perché nell’occasione, se “avevano fatto i bravi”, ricevevano in dono dei cestini colmi di doni: frutti di fichidindia, mele, castagne, oppure scarpette, giocattoli vari, libri, ma soprattutto golosità come l’ossa dei morti (piccoli biscottini molto duri a base di farina, zucchero, chiodi di garofano, acqua e cannella), i totò bianchi o neri (biscotti spolverizzati di cacao o zucchero o anche glassa al limone), i rametti o rame di Napoli (dolci dal morbido impasto al cacao ricoperti di cioccolato fondente), la tradizionale e coloratissima frutta martorana ed i pupi di zucchero (anticamente a forma di bersagliere, paladino o bambola, adesso delle più svariate forme). La credenza popolare vuole che la notte di Ognissanti, 1 novembre, tutti i defunti passeggino tra le vie delle proprie città e paesini visitando le case dei loro familiari ancora in vita e lasciando ai bambini dei doni che testimoniano il loro passaggio.