06/03/2026
Questo che vedete nella foto si chiama Aldo Cazzullo. Non fate battute sul cognome… c’è tempo dopo. Ha detto, parlando della vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo, che la sua “Potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra.”.
Eccolo qua. Come avevo annunciato: se vince Napoli… per qualcuno vince la camorra. Cazzullo scrive sul Corriere della Sera e, evidentemente, quella sera aveva mangiato peperoni. Perché qualcosa gli è rimasto pesante.
Ora, da napoletano, devo confessare una cosa: io – come tanti altri – a un matrimonio della camorra non ci sono mai stato. Se lui invece ha tutta questa esperienza, magari potrebbe farci una lezione. Così impariamo a riconoscerli: buffet, bomboniere, playlist… almeno sappiamo come funziona.
Perché poi succede sempre la stessa cosa: prima la frase "razzista" … e poi la toppa. “Io adoro Napoli.” “Io adoro la musica napoletana.” Da esperto avrà cercato su Google, e ha scoperto Geolier, Nino D’Angelo, Gigi D'Alessio, Mario Merola. Secondo me non saprebbe riconoscerli neanche se glieli mettessero seduti al tavolo di un matrimonio.
Caro Cazzullo, due cose.
La prima: io non vado da un ragazzo nero a dire “puzzi”, né da uno obeso a dire “sei un chiattone”, per poi aggiungere che scherzavo e che apprezzo Mario Balotelli o che sono un grande fan di Oliver Hardy –‘o chiatt’ di Stan Laurel e Ollio.
Perché non funziona così. Così si inizia nelle scuole e poi si finisce con i coltelli.
E quando poi dici “io adoro Napoli”, suona pure peggio.
I romani dicevano Nomen Omen: nel nome è nascosto il destino.
E guarda caso qui a Napoli abbiamo cantanti che nel cognome già raccontano qualcosa: Nino D’Angelo, Angela Luce, Valentina Stella, Gianni Fiorellino…
E poi Sal Da Vinci: nel cognome aveva già scritto il destino di Sanremo.
Poi ci sono io… Felice Balsamo e poi ci sei tu che ‘a finale …. si’ solo Cazzullo.
P.s. Guarda caso "Cazzaniga" era proprio il nome dato al "milanese" dal grande Luciano de Crescenzo nel Mistero di Bellavista.