24/06/2025
«Affamare i palestinesi è un’azione deliberata per trasformare il cibo in uno strumento di guerra. Un atto che nulla ha a che vedere con il diritto di Israele a esistere».
✍️ Nell'ultimo articolo a firma di Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food ricorda Dror Or e Bilal Saleh, due vite della nostra rete di Terra Madre che si sono incrociate in nome della terra e della pace, divise geograficamente solo da 150 chilometri e da un muro d’odio che nessuno dei due aveva mai voluto.
Simbolo di un’umanità unita dalla vicinanza alla terra e che condivide la stessa sete di pace, dignità e futuro.
«Ricordarli è un atto politico: sotto le bombe, non muoiono solo le persone. Muore anche la biodiversità. I campi bruciati, le sementi p***e, gli animali uccisi. La guerra spezza le comunità e con esse il legame più profondo che abbiamo con la terra.
🌱 La pace non si costruisce dimenticando, ma riconoscendo l’umanità di ogni vittima. E allora tocca a noi, a chi ha ancora la possibilità di scegliere da che parte stare: con chi resiste alla violenza con l’umanità, con chi, anche in mezzo alle macerie, continua a coltivare. Perché dove si pianta un seme, dove cresce un albero, è meno immediato costruire un muro e continua a germogliare la speranza di futuro».
👉 Leggi l'articolo completo: https://www.slowfood.it/petrini-gaza/