09/05/2021
Non riesco a comprendere chi cucina interpretando ricette stereotipate e poi è contenta e mostra con orgoglio la sua opera.
La cucina è passione, intuito, pensiero e fantasia.
Certo, per conoscere gli ingredienti e il processo occorre una ricetta ma la ricetta, che sia di uno chef, un libro di cucina o tradizione famigliare, non deve essere eseguita passo passo per dosi o allestimento altrimenti, mia cara cuoca, non hai cucinato, hai copiato e messo in cottura.
Mi fanno a volte arrabbiare quei programmi di ricette, di gare, di chef che bacchettano, di concorrenti che vengono delusi, piangono e magari non cuoceranno più manco due uova in tegame.
Per me la cucina è una mission ma anche una sfida. Prova a cambiare qualcosa, o dosare diversamente o mettere un ingrediente inusitato in in piatto. Magari viene fuori qualcosa di poco appetitoso ma puoi anche aver inventato un piatto da favola.
Cosa credete facciano gli chef, a parte gli showman in TV, ma intendo quelli da ristorante. Inventano, ci mettono intuito, fantasia e man mano esperienza.
E non vi spaventate se non riuscite ad impiattare con le foglioline di salvia e il piatto griffato di aceto balsamico con un piatto che pare una esposizione al Louvre. Il gusto di chi assaggerà è la vera risposta alla vostra capacità, il resto lasciatelo alla TV e ai ristoranti pentastellati.
Anche uno spaghetto al filetto di pomodoro, fatto con passione e fantasia, può procurarvi soddisfazione immensa, basta metterci dentro due ingredienti che non troverete mai segnati nei libri di cucina, l'amore e l'umiltà.