05/06/2026
In Irpinia, una soppressata in dispensa non è una scorta. È una forma di ospitalità.
Esce la soppressata, va sul tagliere, e si versa l'Aglianico.
È un rito che resiste al tempo — molto più di un antipasto, è il modo in cui da queste parti si dice "benvenuto".
La soppressata irpina nasce dalle parti più nobili del maiale: prosciutto, spalla, fondello, lardello. Si taglia a punta di coltello, mai a macchina. Si insacca in budello naturale, si lega a mano.
Quella che trovi al banco viene da Giò Prosciutti, Sturno: la stessa terra, le stesse mani, la stessa tradizione di una volta.
Tagliata sottile, su pane casereccio, con un calice di Aglianico.
L'ospitalità irpina si beve e si mangia così.
🥓 Soppressata Irpina Giò Prosciutti, Sturno (AV) — al banco gastronomia
📍 Via Scandone
📍 Viale Italia