Azienda Agricola Berry and Berry
Mi presento,
mi chiamo Alex Berriolo e fin da bambino vedevo il mio papà nella sua cantina, che con passione produceva il vino; quello da mettere sul tavolo tutti i giorni, e nelle annate speciali, qualche piccola “Damigianetta”dalla quale si tiravano fuori rare bottiglie da aprire nelle grandi occasioni. Guidato dal mio istinto alcolico, dopo aver conseguito il d
iploma da Agrotecnico ho iniziato i miei studi presso la Facoltà di Viticoltura ed Enologia di Torino, giunti al culmine con la mia laurea nel dicembre 2006. Dopo la Laurea ho iniziato un percorso lavorativo presso diverse aziende vitivinicole della Riviera Ligure di Ponente, e da due anni lavoro fianco a fianco con Massimo Lupi, titolare dell’azienda Lupi di Pieve di Teco. Finalmente, dopo anni di sforzi, investimenti e grazie anche al sostegno tecnico, commerciale e personale dell’azienda Lupi, il 2010 è stata la prima annata comparsa sulle etichette di BAITININ e LAPPAZUCCHE’.Inoltre nell'estate 2012 uscirà il Vino Rosso per eccellenza della mia azienda, di cui non ho ancora deciso il nome. Baitinin
Il nome deriva dal soprannome della mia famiglia, in memoria di una mia terribile bis bis bis nonna di nome Demicheri Battina (Baitinin) famosa per la sua forza d'animo e la sua tenacia. Perchè il cane sull'etichetta...Zagor... è stato mil mio compagno di mille avventure, e quando stavo
scegliendo l'immagine della mia azienda ho deciso di usare una sua caricatura come simbolo della
Berry and Berry. Baitinin un vino bianco da uve Pigato e Vermentino coltivati dalla mia famiglia da circa 45
anni a Balestrino. La scelta di produrre un Vino Bianco è dettata dalla voglia di dare la mia interpretazione personale, moderna e innovativa alla Viticoltura ed Enologia Ligure, dimostrando che i corrispettivi vini derivati da vinificazione in purezza danno ottimi risultati, ma in certe zone, come l’entroterra, il matrimonio tra i due da risultati sorprendenti. Inoltre, non rientrando nel meccanismo delle denominazioni, la mia azienda grazie a questa scelta riesce a evitare i costi della burocrazia; permettendo di proporre sul mercato un vino di eccellente rapporto qualità/prezzo. Altra scelta coraggiosa è stata quella di mettere sull’etichette una caricatura di Zagor, il mio cane compagno di mille avventure, che dopo la sua scomparsa ho vuluto che diventasse il simbolo della
mia azienda. La produzione prevede la vinificazione in bianco separata dei due vitigni e delle diverse vigne ad un temperatura costante di 17 gradi. Finita la fermentazione viene iniziata la fase di affinamento in piccole botti di acciaio separate. In primavera viene eseguito l’assemblaggio tra le varie botti per dare vita a Baitinin. Successivamente inizia la fase di stabilizzazione seguita dalla fase finale di confezionamento. Lappazucchè
Lappazucchè è il risultato della voglia di dare la mia interpretazione ad un vino che ancora oggi è prodotto dagli anziano viticoltori Liguri per il consumo famigliare: il Nostralino. Il nostralino viene prodotto unendo tutti i vitigni presenti nelle coltivazioni promiscue dei vecchi vigneti vinificati in rosso tra vitigni bianchi e rossi .Il risultato è un vino rosso dal colore scarico dalle caratteristiche in districabili. Ho iniziato nell’applicare una viticoltura più specifica, cercando di trasformare vigneti poli-varietali in vigneti monoclonali, in modo da facilitare gestione viticola e raccolta; selezionare vitigni autoctoni come il Barbarossa fino ad oggi non impiegati se non in piccole realtà come la mia; applicare l’ enologia varietale su scala da micro vinificazione. Il risultato è la creazione di un pool di vitigni da cui tirare fuori un vino rosso che abbia le caratteristiche del vecchio nostralino. I vitigni Barbarossa, Rossese di Ventimiglia e Sangiovese sono tutti vinificati separatamente con tecniche e procedure differenti e, a differenza del Baitinin, vengono assemblati subito dopo la fine della fermentazione alcolica. Dopo di che inizia la fase di affinamento, stabilizzazione e confezionamento finale. NKNOW
(devo ancora decidere il nome) è l'interpretazione di un vitigno tra i più conosciuti e coltivati in Italia e nel mondo; il Sangiovese. Mi ci sono voluti 2 anni di affiamento in barrique per trovare il suo giusto equilibrio sensoriale.Si tratta di un unico vigneto di circa 45 anni, in terreno sabbi
Tutto questo viene fatto nella cantina di via G. Matteotti n 2 a Balestrino, all’ombra del castello, in spazi stretti nei quali la passione per il vino e per la propria terra sono di casa.