28/10/2026
⚠️ Il Consiglio dei ministri europei dell’Agricoltura ha eliminato l’obbligo di finanziare il biologico nella futura PAC. FederBio dice no.
Una decisione a sorpresa, che va nella direzione opposta rispetto alle sfide che l’agricoltura europea ha davanti: crisi climatica, instabilità geopolitica, aumento dei costi di produzione.
Eliminare l’obbligo per gli Stati membri di dedicare una quota della PAC all’agricoltura biologica significa creare un quadro disomogeneo tra i Paesi, penalizzare chi ha già investito nella transizione agroecologica e indebolire il concetto stesso di politica agricola comune.
💬 “Così, invece di rafforzarsi, l’Unione Europea si disfa, dando campo libero ai nazionalismi che ostacolano il rilancio economico e ambientale.” Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
I dati parlano chiaro: i terreni biologici trattengono più acqua, resistono meglio alla siccità, emettono meno gas serra. Le aziende bio spendono il 38% in meno per i mezzi tecnici e registrano un reddito netto mediamente superiore dell’11% rispetto alle aziende convenzionali.
Il Ministro dell’Agricoltura italiano ha giustamente difeso la condizionalità sociale. Ma l’Italia è il primo Paese biologico d’Europa, ha anticipato al 2027 l’obiettivo del 25% di superfici bio e ha appena lanciato il Marchio del biologico italiano: in questa battaglia avrebbe dovuto essere in prima linea anche per garantire il mantenimento del sostegno al biologico nella futura PAC.
Il Parlamento Europeo ha ancora la possibilità di correggere questa decisione. È il momento di farlo.
🔗 Leggi l’intervista su HuffPost Italia
https://www.huffingtonpost.it/dossier/terra/2026/10/28/news/lue_taglia_il_biologico_dalla_pac_federbio_un_regalo_ai_nazionalismi-23011676/