18/04/2026
Mentre i prezzi per la carne bovina aumentano gli allevatori bravi gettano la spugna. Come è possibile?🐄👨🌾
❗L’Italia importa il 60% del proprio fabbisogno di carne bovina. E questo è un problema, ma non ce ne siamo accorti finché non lo è diventato. Ecco perché.
Invece di incentivare la filiera vacca-vitello, fino a poco tempo fa l’Italia era una forte importatrice di vitelli francesi. Così tutti i rischi e i costi legati alla filiera vacca-vitello erano già stati coperti dalle casse francesi.
Negli ultimi due anni, però, è cambiato qualcosa. L'Italia è rimasta ostaggio delle epidemie francesi e della concorrenza del Nord Africa.
🚛Mentre l'industria alimentare che dispone di grandi capitali trasforma la terra in un “bene rifugio” fiscale, i piccoli allevatori della filiera vacca-vitello lottano contro una burocrazia pensata per l’industria, appunto.
❓Come risolvere?
🔍Dalle criticità del trasporto a lunga percorrenza alla necessità di introdurre “misure specchio” nei trattati internazionali per fermare la concorrenza sleale dei paesi del Mercosur: serve un’analisi profonda che non guardi solo alla produzione, ma consideri l’allevamento come presidio del territorio.
📃Proponiamo alla politica un decalogo per sostenere un settore chiave per l’economia, per la sicurezza alimentare e per il futuro delle aree rurali.
Per comprendere il problema e le possibili soluzioni leggi questa attenta e completa analisi di Cinzia Scaffidi, giornalista e docente esperta sul tema, qui👉https://www.slowfood.it/carne-bovina-la-strana-crisi/