06/07/2021
AFFITTI: GIUSTO PAGARE LE TASSE SOLTANTO SE SI PERCEPISCONO I CANONI DI LOCAZIONE.
Prende il via da Caltanissetta, una campagna per promuovere una battaglia di giustizia.
Sosteniamo un principio di equità e di uguaglianza.
Se non percepisco un reddito, perché devo pagarne la tassazione?
Come sapete, la recente crisi pandemica ha portato allo stop degli sfratti.
Misura che nasceva per mitigare gli effetti devastanti della pandemia in corso. Molte famiglie si sono trovate nell’impossibilità di percepire un reddito e quindi di pagare l’affitto di casa.
Misura giusta, ma di quegli affitti, i locatari devono comunque pagarne le tasse.
Secondo quanto previsto all’articolo 26, comma 1, del TUIR “I redditi fondiari concorrono, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale (…) per il periodo di imposta in cui si è verificato il possesso”.
Quindi anche dei canoni di locazione.
Ma attenzione, perché per le sole locazioni di immobili ad uso abitativo, l’art. 26 del TUIR, (a seguito delle modifiche introdotte dall'articolo 6-septies, comma 2, del D.L. 22 marzo 2021, n. 41), ha stabilito che i relativi canoni, se non percepiti, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del locatore purché la mancata percezione sia comprovata dall'intimazione di sfratto per morosita' o dall'ingiunzione di pagamento.
Questa norma non si applica tuttavia ai proprietari di immobili ad uso non abitativo.
Cioè se hai un garage e lo hai affittato ad un tizio, che ha aperto un negozio, e quello – per fatti anche non dipendenti dalla propria volontà – non riesce a pagarti l’affitto, tu, le tasse le paghi come se l’affitto lo avessi riscosso. Se invece ha un appartamento adibito a civile abitazione, devi proporre l’azione di sfratto o l’ingiunzione di pagamento e allora non pagherai le tasse sui canoni non riscossi.
Ora, non comprendiamo il perché del diverso trattamento.
Assistiamo a tanti, tantissimi cittadini, in gran parte anziani, che avevano investito i propri risparmi nel mattone e che attraverso la locazione, anche di locali commerciali, riuscivano ad integrare le misere risorse che provenivano dalla pensione.
Queste categorie, adesso sono in ginocchio. Non percepiscono redditi, ma devono pagare le tasse.
Sia chiaro, non stiamo affermando che le tasse non si pagano! Anzi!
Stiamo affermando che anche per i locali commerciali debbano vigere le stesse regole già in vigore (anche alla luce delle recenti riforme) che vigono per le locazioni abitative.
Diamo anche al locatore di un’attività commerciale, la possibilità di dimostrare di non aver percepito i canoni di locazione e quindi di esonerarlo, attivando le azioni giudiziarie previste dalla normativa, dal versamento di imposte su redditi che non ha percepito.
Vogliamo allora sensibilizzare la politica, le istituzioni, alla modifica dell’art. 26 TUIR, affinché anche nei contratti di locazioni commerciali vigano le stesse regole previste per i contratti ad uso abitativo, che venga riconosciuto il principio che la tassazione vada applicata quando un reddito venga percepito, non altrimenti.