Associazione culturale "Idee & Sapori"

Associazione culturale "Idee & Sapori" L'Associazione culturale che promuove storia, cultura e tradizioni del territorio veneto.
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L'Associazione culturale si occupa di promozione della storia, della cultura e delle tradizioni del territorio, veneto in particolare. I soci fondatori sono:
- Bartolomei Loris (presidente);
- Zaupa Orietta (vicepresidente);
- Grosset Graziano (tesoriere);
- Michieletto Franco (consigliere);
- Baggio Miria (consigliere esperto del territorio);
- Franco Paola;
- Crivellaro Claudio;
- Riva Vladimiro. Queste persone hanno un obiettivo comune: valorizzare il territorio, in particolare il Veneto.

Ogni giornata dedicata all'amore è una bellissima giornata!
12/06/2026

Ogni giornata dedicata all'amore è una bellissima giornata!

2026-06-12 - Dia dos Namorados, il san Valentino brasiliano

In portoghese, "Dia dos Namorados" significa letteralmente il "Giorno degli innamorati" ed é l'equivalente del "Giorno di San Valentino"; mentre nel resto del mondo la festa degli innamorati si celebra il 14 febbraio, in Brasile questa ricorrenza si festeggia il 12 giugno.
Questa data è stata scelta per motivi culturali e commerciali ben precisi:
- Vigilia di Sant'Antonio: il 13 giugno in Brasile si celebra Sant'Antonio di Padova, venerato popolarmente come il "santo casinaro" (santo casamenteiro) che benedice le giovani coppie e aiuta a trovare l'anima gemella.
- Motivi commerciali: il 14 febbraio cadeva spesso in pieno "Carnevale brasiliano", un periodo in cui le persone erano distratte e le attività commerciali ne risentivano.
Nel 1948, un commerciante brasiliano di nome João Doria decise di istituire questa festività per incoraggiare le vendite durante un periodo di scarso afflusso. L’idea si rivelò un successo e il Dia dos Namorados divenne ben presto una ricorrenza importante nella cultura brasiliana.

Le tradizioni legate a San Valentino in Italia sono ormai note da tempo.
Nell'Inghilterra del XVIII secolo. Alla vigilia di San Valentino, le donne erano solite fissare, con uno spillo, cinque foglie di alloro spruzzate con acqua di rose sul cuscino: una era posta al centro e le altre agli angoli. Prima di andare a dormire, le donne recitavano la seguente preghiera: “Buon Valentino, sii generoso con me e concedimi di vedere in sogno il mio vero amore”, sperando che l’incantesimo avrebbe indotto l’apparizione in sogno del futuro marito.
In altri Paesi, invece, la festa di San Valentino ha una tradizione meno longeva, come ad esempio, in Danimarca dove ha cominciato a prendere piede solamente negli anni Novanta del secolo scorso. Se per molti San Valentino è sinonimo di fiori, cioccolatini e regali a forma di cuore, per i danesi è pratica comune far recapitare alla persona amata una lettera, chiamata appunto “valentinsbrev” (“lettera di Valentino”), nella quale si dà sfogo ai propri sentimenti.
Tale tradizione sarebbe riconducibile ad una leggenda secondo la quale San Valentino si sarebbe innamorato, nel corso della sua detenzione, della figlia del suo carceriere, inviandole appena prima dell’esecuzione (avvenuta il 14 febbraio dell’anno 347 a Roma), un ultimo biglietto d'amore, firmato “Il tuo Valentino”.
Alcuni Paesi del mondo non celebrano la festa degli innamorati il 14 febbraio, ma hanno equivalenti celebrazioni in altri momenti dell’anno:
- Brasile: il “Dia dos Namorados” (“la Giornata degli Innamorati”) si celebra il 12 giugno, vigilia della giornata dedicata a Sant'Antonio, il patrono del matrimonio.
- Argentina: oltre a San Valentino, si festeggia anche la prima settimana di luglio, “la Semana de la Dulzura” (“la Settimana della Dolcezza”), un periodo in cui i baci sono “donati” in cambio di dolcetti e pensieri (è nota, infatti, anche con il nome di “la Semana de la Golosina”, che significa “Settimana dei Dolci”). Si tratta di un’iniziativa creata nel 1989 dalla “Asociación de Distribuidores de Golosinas, Galletitas y Afines” per incrementare il numero di vendite nel settore dolciario.
- Cina: denominato “七夕” (in alfabeto latino: “Qixi” e traducibile come “La sera dei sette”), il “festival dell’amore” si celebra il settimo giorno del settimo mese del calendario cinese. Festa dall’origine antichissima (celebrata sin dall’età classica cinese, compresa tra il 206 a.C. e il 220 d.C.), ha origine in una leggenda con protagonisti due amanti sventurati (quelli che in inglese si chiamerebbero “star-crossed lovers”), costretti ad incontrarsi solo una volta all’anno a causa della differente classe sociale.
- Repubblica Ceca: sebbene San Valentino negli ultimi decenni abbia acquisito sempre maggiore popolarità, il 1° maggio è, in realtà, la giornata in cui tradizionalmente i cechi celebrano l’amore in tutte le sue forme. Curiosa è la sua origine: pare, infatti, che si sia scelto l’inizio di maggio in onore di uno dei capolavori del periodo romantico ceco, “Máj” (per l’appunto, “Maggio”), scritto da uno dei poeti praghesi più importanti, Karel Hynek Mácha; la sera del 1° maggio, è usanza comune fare un pellegrinaggio al parco di Petřín, dove è presente una statua in onore del poeta ceco dell’amore per eccellenza.

Le parole d'amore nelle altre lingue
Ecco invece una serie di espressioni che raccontano l'amore nelle lingue straniere:
- 콩깍지가 제대로 씌었네: in coreano significa “un fagiolo che copre gli occhi”: questa curiosa espressione significa “essere completamente accecati dall’amore” - essere talmente innamorati da non vedere i difetti del proprio partner o della propria cotta. L’espressione è collegata all’importanza dei fagioli nella cucina della Corea del Sud… equivalente al nostro “avere le fette di prosciutto sugli occhi”!
- Ter visto o pássaro verde: letteralmente “aver visto l’uccello verde”, questa espressione idiomatica è impiegata in portoghese brasiliano per descrivere chi ha un’espressione felice, quasi estasiata, tipica di chi è nelle prime fasi dell’innamoramento.
- 日三秋: in Cina si dice “un giorno, tre autunni” per sottolineare come i momenti, seppur brevi, trascorsi in assenza della persona amata, sembrino sempre durare un’infinità.
- To fall/be head over heels (in love): espressione idiomatica inglese che aveva inizialmente il significato di “stare sottosopra” e, successivamente, tra il XVII e il XVIII, ha acquisito il suo significato attuale, ovvero quello di “amare una persona perdutamente, follemente”.
- Se prendre un râteau: letteralmente “prendersi un rastrello”, ha due significati principali: cadere per terra e… essere rifiutato in amore (ricorda moltissimo l’italiano “prendere un palo”).
- Tremendo mangon / Tremenda manguita: se a Cuba una persona viene così definita, significa che è “di bell’aspetto”. L’espressione risale a un periodo della storia cubana in cui il frutto del mango era difficilmente reperibile: così, “mangon” o “manguita” è passato a indicare una bellezza rara e preziosa.
- 高嶺の花: questa espressione giapponese, paragonabile all’inglese “to be out of someone’s league”, può tradursi letteralmente come “essere un fiore sulla cima della montagna”, e si riferisce ad una persona così bella e popolare da essere metaforicamente irraggiungibile.
- A match made in heaven: si utilizza in inglese per descrivere una relazione amorosa perfetta; due persone che stanno talmente bene insieme al punto che l’unione sembra essere frutto del volere di una forza soprannaturale (il significato letteralmente è: “unione decisa in paradiso”).









08/06/2026

2026-06-08 - Giornata mondiale degli Oceani

La "Giornata mondiale degli Oceani" ricorre ogni anno l'8 giugno, anniversario della Conferenza mondiale su Ambiente e Sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992.
Il "World Oceans Day" rappresenta un momento di riflessione sull'importanza dei mari e degli oceani per le nostre vite, sull'impatto che hanno su ognuno di noi e sull'economia di molti Paesi.
Importanza e impatto ribaditi al punto 14 dell’Agenda 2030 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in cui è evidente la necessità di conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.
Nell'ambito dell'iniziativa è nato il “Decennio delle Scienze del Mare 2021 / 2030”, i cui obiettivi sono divulgare conoscenze in ambito marino, promuovere una maggiore sensibilità e fornire soluzioni sostenibili.
“L'UNESCO e la Commissione Oceanografica Intergovernativa (IOC), sfrutteranno al massimo questi dieci anni affinché la comunità internazionale sviluppi una solida conoscenza dell'oceano e lo protegga in modo sostenibile”.

05/06/2026

2026-06-05 - Giornata mondiale dell'Ambiente

Questa celebrazione offre l’opportunità di riflettere sull’importanza della conservazione e della valorizzazione dell’ambiente avendo come fine ultimo una visione più consapevole e un comportamento responsabile da parte di individui, imprese e comunità.
La "Giornata mondiale dell'Ambiente" (in inglese "World Environment Day" o WED) è una festività proclamata nel 1972 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione dell'istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente e viene celebrata ogni anno il 5 giugno a partire dal 1974 con lo slogan Only One Earth (una sola Terra).
È una piattaforma globale per la sensibilizzazione del pubblico, con la partecipazione di oltre 143 paesi ogni anno.
Ogni anno, il programma fornisce un tema e un forum per aziende, organizzazioni non governative, comunità, governi e celebrità per sostenere le cause ambientali.

Storia
La Giornata mondiale dell'ambiente è stata istituita nel 1972 dalle Nazioni Unite in occasione della Conferenza di Stoccolma sull'ambiente umano (5-16 giugno 1972), che era il risultato delle discussioni sull'integrazione delle interazioni umane e dell'ambiente. Due anni dopo, nel 1974, si tenne il primo WED con il tema "Only One Earth".

18/04/2026

2026-04-17 - Giornata mondiale della Lotta contadina

All’interno di ciò che mangiamo, non ci sono solo i nutrienti, le sostanze di cui ha bisogno il nostro corpo e quelle che lo rendono “buono”, ma ci sono anche relazioni, valori sociali, risorse come energia, acqua e suolo.
Il distacco cognitivo dal cibo che mangiamo ha favorito l’ignoranza e il disinteresse per le conseguenze che può causare il modo con cui viene prodotto.

Quale è il vero prezzo che paghiamo per il cibo che mangiamo?
“Il cibo a basso prezzo è un’illusione, non esiste. Il vero costo del cibo alla fine viene pagato da qualche parte. E se non lo paghiamo alla cassa, lo paga l’ambiente”. (Michael Pollan)

Oggi, giovedì 17 aprile, si celebra la Giornata internazionale della lotta contadina. L’accesso alla terra, all’acqua, ai semi e quindi a un’alimentazione sana, è limitato per milioni di persone.
Multinazionali, gruppi criminali o persino governi locali sfrattano le comunità rurali, inquinano le risorse idriche o impediscono l’uso delle sementi tradizionali. La "Giornata mondiale della Lotta contadina" richiama l’attenzione sulle sfide che affrontano quotidianamente le famiglie contadine: spesso vittime di discriminazioni strutturali e violenze fisiche. Senza semi, terra e acqua, le persone patiscono la fame e la sicurezza alimentare globale è a rischio.
Nonostante la produzione mondiale di alimenti sia sufficiente per nutrire l’intera popolazione in modo sano, circa un terzo degli esseri umani soffre di fame o malnutrizione. Anche metà delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli vive in condizioni di povertà e insicurezza alimentare, pur essendo responsabili della maggior parte della produzione alimentare globale. Le cause principali di questa disuguaglianza sono l’agricoltura industriale, la crescente concentrazione del potere nelle mani di pochi colossi dell’agroalimentare e la loro logica di profitto.
La fame impedisce alle persone di sviluppare il proprio potenziale, le rende più vulnerabili alle malattie e troppo deboli per lavorare. I bambini ne subiscono le conseguenze in modo particolarmente grave: lo sviluppo fisico e cognitivo viene spesso compromesso in modo irreversibile. In questo modo, la fame distrugge il futuro di intere generazioni nel Sud del mondo.

La "Giornata mondiale della Lotta contadina" è stata istituita il 17 aprile per commemorare il massacro di 19 contadini brasiliani avvenuto nel 1996.
Il 17 di aprile del 1996, diciannove manifestanti del movimento Sem terra venivano uccisi dalla polizia a Eldorado dos Carajás, nello stato brasiliano del Pará. Quel giorno, pacificamente, alcune migliaia di persone protestavano per chiedere l’applicazione della ridistribuzione delle terre, prevista dalla costituzione federale del Pará.
Il 17 dicembre 2018, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Dichiarazione sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali. L’obiettivo è fornire uno strumento di protezione specifico a contadini e lavoratori agricoli, i cui diritti sono spesso violati.
Il progetto partì quando, nel 2012, un comitato consultivo del Consiglio Onu per i diritti umani pubblicò un rapporto «sull’avanzamento dei diritti dei contadini e di altri lavoratori nelle aree rurali». Nel documento si mostrava che nonostante i contadini garantiscono l’accesso al cibo per la maggior parte della popolazione mondiale, l’80% di loro soffre la fame ed è soggetto a povertà e malnutrizione. Inoltre, si evidenziavano le cause della vulnerabilità e della condizione discriminatoria in cui troppo spesso vivono i contadini. Tra queste, l’esproprio della terra, gli spostamenti forzati, la discriminazione di genere, l’assenza di riforme agrarie e di politiche di sviluppo rurale, la mancanza di protezione sociale, nonché la criminalizzazione e la repressione dei movimenti di protesta nelle aree rurali.
Questa, come strumento di soft law rispetto agli Stati, riguarda non solo il contadino, inteso come “persona qualsiasi che esercita, o mira a esercitare da solo o in associazione con altri o come comunità, attività di piccola produzione agricola, di sussistenza e/o per il mercato”, ma anche “ai lavoratori assunti, inclusi tutti i lavoratori migranti indipendentemente dal loro status migratorio, e i lavoratori stagionali”.
Ovviamente, la ricorrenza di oggi deve anche farci riflettere sull’enorme lavoro irregolare che c’è nelle nostre campagne. Il tasso di irregolarità in questo settore (elaborazioni da fonti Istat 2020) è del 24,4%. Persone che potremmo tranquillamente definire fantasmi, costrette spesso a vivere in condizioni disumane, come accade ai tanti migranti piegati nei campi, sotto il sole cocente e trattati da schiavi.

18/04/2026

2026-04-17 - FAO e lo sviluppo sostenibile

I conflitti e l’instabilità geopolitica, che sembra aumentare progressivamente, sono alla radice di guerre e tensioni internazionali che interrompono le catene di produzione e approvvigionamento, come abbiamo visto con le difficoltà nel mercato dei cereali seguite al conflitto tra Russia e Ucraina, causano un aumento dei costi dei beni alimentari che ha incidenza limitata sui redditi nei Paesi ricchi, ma incidenza elevatissime sui redditi in Paesi meno fortunati, dove possono portare intere popolazioni verso la fame. Le nuove migrazioni, volontarie o forzate, causano abbandono dell’agricoltura da un lato e pressione sui sistemi alimentari dall’altro.
Le diseguaglianze economiche e sociali persistono e spesso si incrementano, e come conseguenza l’accesso a cibo sano e nutriente non è garantito per tutti. In molti Paesi, le fasce di popolazione più povera spesso non dispongono delle risorse necessarie per sostenere i costi dell’alimentazione. La sovralimentazione e la malnutrizione coesistono, creando un paradosso alimentare.
Spreco alimentare e inefficienze causano la perdita di almeno un quarto del cibo prodotto ogni anno. Questo spreco rappresenta non solo una perdita economica, ma anche un danno ambientale, considerando le risorse impiegate per la produzione e per lo smaltimento.

Per aiutare decisori politici e attori dello sviluppo ad accelerare i progressi verso l’impegno globale di eradicare la fame e la povertà, la FAO ha pubblicato, il 7 giugno 2018, una serie di 20 azioni volte a mostrare l’impatto che l’agricoltura sostenibile può avere nell’affrontare le più grandi sfide dell’umanità.
Trasformare il cibo e l’alimentazione per raggiungere gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) offre una guida pratica ai paesi su come rafforzare la sicurezza alimentare, generare opportunità di impiego decenti, favorire lo sviluppo rurale e la crescita economica, conservare le risorse naturali e rispondere ai cambiamenti climatici (tutti temi che fanno parte dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile).
“Per la prima volta, la FAO ha raccolto una serie di strumenti interconnessi che possono aiutare ad aggiustare i sistemi alimentari globali e mostrare come dalle radici di un'alimentazione e di un'agricoltura sostenibili spuntino i frutti della trasformazione” ha affermato Maria Helena Semedo, Vice Direttore Generale della FAO per le SDGs, ad un evento collaterale durante il Consiglio dell’Organizzazione.
La FAO è custode di quasi il 10 per cento del set di 232 punti all’interno del quadro degli indicatori per gli SDGs, approvato nel 2017 dall’Assemblea Generale dell’ONU e che spaziano dalla sicurezza alimentare alla produzione sostenibile, dall’acqua pulita alla vita marina e sulla terra.
La nuova pubblicazione, ideata come uno strumento di apprendimento, offre un compendio di istruzioni pratiche per velocizzare la messa in pratica degli SDGs; in un contesto storico in cui la fame, il degrado del suolo e della terra e altre preoccupazioni relative ai nostri sistemi alimentari richiedono una risposta rapida.
La nuova guida pratica, che mostra nel dettaglio come gli obiettivi di sviluppo sostenibile siano interconnessi, è un utile strumento sia per investitori, ricercatori e tecnici, sia per decision makers con la responsabilità di realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030. Secondo la guida “cibo e agricoltura, mezzi di sussistenza delle persone e gestione delle risorse naturali” sono questioni da affrontate assieme, e non separatamente.

Le azioni e le attività
Le 20 “azioni interconnesse” possono aiutare a delineare strategie per raggiungere Fame Zero e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile relativi all’alimentazione e all’agricoltura, oltre a rafforzare la resilienza dei mezzi di sostentamento e migliorare la produttività e il reddito dei piccoli produttori rurali.
L’obiettivo è includere i diversi settori dell’agricoltura e dello sviluppo sostenibile in un più ampio piano per lo sviluppo nazionale. Investimenti rurali, cooperative rurali rafforzate, partnership pubbliche, dibattiti accessibili sulle politiche e una migliore collaborazione tra ministeri (tutti mettendo al centro le persone, i loro mezzi di sussistenza e l’ambiente) sono aspetti fondamentali per un cambiamento trasformativo, secondo la guida.
Ogni azione è identificata graficamente con il suo contributo agli SDGs, incluso elementi chiave come: aiutare i piccoli proprietari terrieri ad accedere e a trarre beneficio dai mercati, promuovere la diversificazione, la conoscenza e la resilienza, ridurre gli sprechi e le perdite alimentari, promuovere un consumo sostenibile, assicurare i diritti di proprietà fondiaria, una protezione sociale adeguata e una migliore nutrizione, affrontare a adattarsi ai cambiamenti climatici, migliorare i sistemi di governance.
Ognuna delle 20 azioni riflette aspetti dell’expertise della FAO in aree di lavoro che spaziano dall’agroecologia, alla biodiversità, dalla gestione dei bacini idrografici e ai sistemi alimentari urbani e alla facilitazione di spazi di dialogo sulle politiche. Vengono identificati metodi pratici per assicurare che tutti i soggetti coinvolti abbiano accesso ai meccanismi di governance, così come le problematiche da affrontare per chi decide budget e politiche.

Un approccio integrato alla sostenibilità
Importanti progressi nella produttività agricola hanno contribuito in maniera sostanziale a dare risposta alla domanda di cibo di una popolazione mondiale in crescita. Questi progressi sono tuttavia arrivati con grandi costi sociali e per l’ambientale e mettono a rischio la capacità futura del pianeta di alimentarsi. Il fatto che 815 milioni di persone siano ancora colpiti dalla fame, e che una persona su tre sia malnutrita, indica che il nostro attuale sistema alimentare è fuori equilibrio.
Poiché l’agricoltura (in senso lato) è il maggior datore di lavoro al mondo, soprattutto nelle aree rurali (dove vive la maggioranza dei poveri e dei più vulnerabili), il cambiamento verso la sostenibilità ha il potenziale di rivitalizzare i contesti rurali e favorire la crescita inclusiva, che sono i cardini del successo dell’Agenda 2030.
Sbloccare il potenziale del settore privato è fondamentale per il progresso. Ne è l’esempio la “rivoluzione silenziosa” che sta avvenendo in Bangladesh. Qui, un mix di politiche pubbliche e investimenti infrastrutturali privati catalizzati da centinaia di migliaia di piccoli investitori, ha portato ad un boom del settore dell’acquacultura, triplicato, con una diversificazione che è andata oltre la tradizionale carpa, portando maggiori introiti e abbassando i prezzi, e contribuendo così anche alla sicurezza alimentare.
Allo stesso modo il lavoro della FAO con il governo del Niger ha preparato la strada a strumenti finanziari e di credito inclusivi, che le associazioni locali di produttori possono utilizzare per fornire ai contadini in tutto il paese un’ampia gamma di input agricoli a prezzo adeguato e di qualità. Tutto questo ha portato al raddoppio dei raccolti di cereali di base come in sorgo e il miglio.
La FAO si aspetta che questa guida migliorerà il proprio contributo a sostegno dei paesi nel loro processo di designazione delle politiche e dei piani di azione per accelerare la trasformazione dei settori agricoli verso l’implementazione degli SDGs.

Le 20 azioni FAO per trasformare l'alimentazione e l’agricoltura:
1. Facilitare l’accesso alle risorse produttive finanziarie e ai servizi;
2. Mettere in contatto i piccoli proprietari con i mercati;
3. Incoraggiare la diversificazione della produzione e del reddito;
4. Sviluppare il sapere e le capacità degli agricoltori;
5. Accrescere lo stato di salute del suolo e risanare le terre;
6. Salvaguardare l’acqua come risorsa e gestire la siccità;
7. Integrare la conservazione della biodiversità e proteggere gli ecosistemi;
8. Ridurre le perdite, incoraggiare il riuso e il riciclo e promuovere il consumo sostenibile;
9. Responsabilizzare le popolazioni e combattere le ineguaglianze;
10. Promuovere l’accesso e il possesso sicuro delle terre;
11. Usare strumenti sociali per aumentare la produttività e il reddito;
12. Migliorare il livello di nutrizione e promuovere diete bilanciate;
13. Proteggere dagli shock: aumentare la resilienza;
14. Essere pronti a contrastare gli shock;
15. Affrontare e gestire cambiamenti climatici;
16. Rafforzare la resilienza dell’ecosistema;
17. Potenziare la politica del dialogo e del coordinamento;
18. Consolidare i sistemi di innovazione;
19. Adattare e sviluppare gli investimenti e la finanza;
20. Riforma del quadro normativo.

18/04/2026

2026-04-18 - Giornata internazionale dei Monumenti e dei Siti

Il patrimonio culturale mondiale rappresenta la ricchezza condivisa dell’Umanità. Proteggere e preservare questo prezioso bene richiede sforzi collettivi da parte della comunità internazionale, impegnata a sensibilizzare il pubblico sulla diversità del patrimonio culturale e sulle urgenti politiche attuative per proteggerlo e conservarlo, oltre a richiamare l’attenzione sulla sua vulnerabilità. Questo impegno vede l’attivo coinvolgimento di molte istituzioni internazionali e in particolare di UNESCO e ICOMOS.
L'ICOMOS è il "Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti" ed è un'organizzazione non governativa advisory body dell'UNESCO.
La sua missione è quella di promuovere la conservazione, la protezione, l'uso e la valorizzazione di monumenti, complessi costruiti e siti.

La "Giornata internazionale dei Monumenti e dei Siti" (World Heritage Day), conosciuta anche come "Giornata del Patrimonio mondiale", viene celebrata il 18 aprile e promossa da ICOMOS e UNESCO; è un'occasione per riflettere sull'importanza del patrimonio culturale e per rafforzare attività di conservazione e valorizzazione.
La giornata è riconosciuta a livello internazionale e viene celebrata in tutto il mondo come il “World Heritage Day”. Il fine di questa giornata è celebrare i siti e i monumenti in quanto bene collettivo: in quest’ottica, diventa fondamentale superare l’idea che il patrimonio culturale e architettonico di un Paese sia di proprietà prettamente nazionale. Ponendo come concetti di base quelli di apertura e di condivisione; questa ricorrenza abbraccia l’idea di internazionalismo culturale.
L’istituzione di questa ricorrenza si lega ai periodi più tragici del secolo scorso; con la Prima e la Seconda guerra Mondiale il problema della salvaguardia del patrimonio architettonico e artistico in Europa, lacerata dai conflitti globali, divenne una vera e propria emergenza. A seguito della prima Guerra mondiale, la Lega delle Nazioni si pose come obiettivo quello di evitare il proliferare di altri conflitti con portate così devastanti.
Il 18 aprile del 1982, in occasione di un simposio organizzato dall’ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) in Tunisia, è stato suggerito lo svolgimento della “Giornata internazionale dei Monumenti e dei Siti” da celebrare contemporaneamente in tutto il mondo. L’idea è stata approvata anche dalla Conferenza generale dell’UNESCO che ha approvato una risoluzione nella sua 22^ sessione nel novembre 1983 raccomandando agli Stati membri di esaminare la possibilità di dichiarare il 18 aprile di ogni anno “Giornata internazionale dei Monumenti e dei Siti”.
Questo evento è stato tradizionalmente chiamato anche “Giornata del patrimonio mondiale”; già nel 1931, con la stesura del “Trattato di Atene”, fu menzionato per la prima volta il concetto di patrimonio internazionale in contrapposizione ai patrimoni nazionali.

L'importanza della celebrazione
- Sostenere il patrimonio come fonte di identità: monumenti e siti storici non solo testimoniano il passato, ma svolgono anche un ruolo importante nel formare l'identità nazionale, la consapevolezza culturale e l'orgoglio per le proprie radici.
- Turismo ed economia: i siti storici spesso attirano turisti, il che stimola l’economia locale. Una corretta gestione di queste risorse può creare posti di lavoro e migliorare il benessere delle comunità locali.
- Educazione e trasferimento di conoscenze: i siti del patrimonio culturale fungono da risorse educative per le generazioni future. Studiare la storia e l'architettura ci aiuta a comprendere meglio il passato dell'umanità e ad apprendere lezioni per il presente e il futuro.









10/12/2025

2025-12-10 - Cucina italiana patrimonio UNESCO

La Cucina italiana entra ufficialmente nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO.
Il Comitato intergovernativo dell'organizzazione, riunito a Nuova Delhi, ha approvato l'iscrizione della candidatura della "Cucina italiana fra sostenibilità e diversità bio-culturale", confermando la valutazione preliminare positiva dello scorso novembre.
L'annuncio è appena arrivato da New Delhi, dove si è riunita la XX Sessione del Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale (ICH) dell'UNESCO, presieduta da Vishal V. Sharma, ambasciatore e delegato permanente della Repubblica dell’India presso l’UNESCO.
A rappresentare l'Italia Antonio Tajani (vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Liborio Stellino (ambasciatore rappresentante permanente d'Italia all’UNESCO e al BIE), Mariassunta Peci (direttore generale per gli Affari Europei e Internazionali del Ministero della Cultura), Elena Sinibaldi (National Focal Point for cultural elements, funzionario Ministero della Cultura), Pier Luigi Petrillo (direttore cattedra UNESCO Unitelma Sapienza nonché unico italiano a presiedere un evalutation board dell’UNESCO), e il nostro direttore Maddalena Fossati Dondero, presidente del comitato promotore della candidatura.
Da Roma, in collegamento video c'era anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta per complimentarsi di questo grande risultato.

Con l'ingresso della Cucina italiana, salgono a 20 gli elementi italiani iscritti nella Lista del patrimonio immateriale, che comprende circa 800 elementi in 150 Paesi.
Tra i precedenti riconoscimenti UNESCO già attribuiti all'Italia figurano la Dieta Mediterranea (2013, bene transnazionale), la Vite ad alberello di Pantelleria (2014), l'Arte del pizzaiuolo napoletano (2017) e la Cerca e cavatura del tartufo (2021).
Considerata un modello di inclusività e sostenibilità, la Cucina italiana viene valorizzata come pratica quotidiana capace di unire comunità diverse, tutelare la biodiversità, ridurre gli sprechi e riflettere la ricchezza culturale dei territori.

Il sì dell'UNESCO rende ufficiale agli occhi del mondo il fatto che la cucina faccia parte della nostra identità, che sia un patrimonio immateriale prezioso da proteggere e salvaguardare. È la prima cucina al mondo considerata nel suo complesso a diventare patrimonio UNESCO, perché nel nostro Paese il cibo è un elemento sociale e culturale: è la cura che c'è nel preparare da mangiare per chi si ama, l'incontro intorno alla stessa tavola che per noi resta un momento speciale da condividere, il tema che ci mette sempre tutti d'accordo perché amiamo parlare di cibo, oltre che mangiare e mangiare bene. È anche questo che ci contraddistingue, così come l'enorme varietà di usanze e piatti di radice popolare che cambiano di paese in paese e di famiglia in famiglia: pezzi di un grande mosaico che rappresenta la biodiversità culturale e la sostenibilità che sono elementi centrali della nostra candidatura.







19/11/2025

Indirizzo

Via Brenta, 53
Carmignano Di Brenta
35010

Sito Web

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