21/03/2026
UNA NUOVA STAGIONE PER L’OLIO EVO
Mentre ieri iniziava ufficialmente la primavera, una nuova stagione si fa sentire anche su tutti gli ulivi con l’inizio del ciclo vegetativo che porterà in autunno a una nuova raccolta.
Ma la nuova stagione che tutti noi amanti di questo prezioso nettare auspichiamo, è una di quelle stagioni che possa durare davvero a lungo.
Dovrà essere la stagione della cultura dell’olio evo. Dovrà essere un nuovo inizio fatto di maggiore consapevolezza e di bisogno di qualità. Dovrà sancire la fine dell’olio scadente servito sui tavoli della ristorazione. Dovrà essere quella stagione che porterà le istituzioni a rendersi conto dell’importanza dell’olivicoltura per il nostro paese. Mi piacerebbe che fosse l’inizio di un vero e proprio insegnamento nelle scuole, da quelle dell’infanzia alle più alte università, di come si faccia a imparare e a riconoscere la qualità. Vorrei tanto fosse la prima stagione, dopo ormai troppi anni, in cui la devastazione Xylella potesse dirsi sconfitta.
Insomma, una prima e nuova stagione di vero rilancio in cui mettere le basi per un futuro olivicolo ad alta gradazione produttiva ed emozionale.
L’olio evo di qualità ha bisogno di tutto questo. L’olio evo è parte del nostro patrimonio genetico, e necessita dell’inizio di quella stagione che si chiama futuro.