27/03/2026
A Nuoro, a fine Ottocento, c'era una bambina che leggeva di nascosto.
Non di notte con la torcia sotto le coperte — di nascosto nel senso vero: perché se la beccavano, erano problemi.
Si chiamava Grazia Deledda, era nata il 27 settembre 1871, e in casa sua i libri non erano esattamente benvenuti.
Spoiler: finirà con il Nobel.
A Nuoro, però, prima che arrivasse qualsiasi riconoscimento, la chiamavano 'sa piccina de su srabagghiu'. In sardo: 'la ragazzetta disgraziata'. Non era un soprannome affettuoso.
Scrivere, per una donna sarda dell'Ottocento, non era una professione. Era una vergogna. E la famiglia Deledda lo sentiva quel peso: una figlia che invece di prepararsi al matrimonio riempiva fogli di carta con storie inventate.
Eppure lei andava avanti.
Non aveva frequentato un solo giorno di scuola oltre le elementari. Nessun liceo, nessuna università, nessun mentore illustre. Imparò tutto da sola, cercando e leggendo qualunque libro riuscisse a trovare.
A 13 anni — siamo nel 1884 — pubblicò il suo primo racconto. Non su una rivista letteraria, non su un giornale sardo. Su 'L'Ultima Moda', una rivista di moda milanese. Quello che riuscì a trovare, quello usò.
Aspetta.
Neanche il canale era quello giusto, secondo i parametri dell'epoca. Ma il testo era lì, in stampa, firmato. E lei aveva 13 anni.
Nel 1926, la Swedish Academy le assegnò il Premio Nobel per la Letteratura. Motivazione ufficiale: la sua ispirazione ideale e la capacità di descrivere la vita della Sardegna con forza plastica e profonda sensibilità umana.
Grazia Deledda fu la prima — e ancora oggi l'unica — donna italiana a vincere quel premio.
A Nuoro, la 'ragazzetta disgraziata' era diventata la scrittrice più importante che l'Italia avesse mai dato al mondo.
In breve:
Grazia Deledda, nata a Nuoro nel 1871, era autodidatta: nessuna scuola oltre le elementari.
A Nuoro veniva chiamata 'sa piccina de su srabagghiu' — la ragazzetta disgraziata — perché scrivere era considerato indecoroso per una donna.
Nel 1926 vinse il Nobel per la Letteratura: è ancora l'unica donna italiana ad averlo ottenuto.