10/03/2026
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Una canzone eterna
Fin da ragazzo ho sempre sognato di scrivere una canzone eterna. Non una semplice melodia da fischiettare nei giorni di sole, ma un canto immortale, un respiro capace di attraversare i secoli senza consumarsi nel tempo.
Sognavo parole che il vento non potesse disperdere, note che nessuna notte avrebbe potuto spegnere, un brano così vasto da diventare casa per ogni anima smarrita.
Per questo ci ho dedicato la vita.
Sono andato controcorrente come un fiume che rifiuta il mare imposto, ho disobbedito alle regole incise nelle tavole invisibili del mondo. Ho amato a modo mio, sbagliando, cadendo, rialzandomi, seguendo soltanto quella voce ostinata che parlava nel centro del petto.
Il Cuore.
Era lui a guidarmi verso il Sole, anche quando la strada sembrava buia, anche quando gli uomini ridevano del mio silenzioso progetto.
E ora eccola qui.
Non so dire quando sia nata davvero, forse in una lacrima, forse in un abbraccio, forse nel momento esattoin cui ho smesso di avere paura.
Ma ora vive.
È tatuata nella pelle di chi ha sofferto, scritta sui muri delle città stanche, incisa sulle lapidi di chi è partito prima di vedere l’alba.
Perché questa canzone ricorda a tutti il nostro destino ultimo:
l’Amore.
Amore che significa assenza di morte. Amore che rompe le gabbie della mente e spalanca le finestre dell’infinito.
Andare oltre il pensiero, oltre il nome che portiamo, per partecipare coscientemente alla grande opera segreta:
la realizzazione del Divino sulla Terra.
Io so di essere soltanto un messaggero. Un viandante con una torcia fragile.
Questa missione porta insidie, cadute, notti lunghe come deserti.
Eppure ora, più che mai, sono certo di una cosa:
dentro questa canzone ci siamo tutti.
In un unico istante eterno che respira dietro il velo del tempo.
E quando il cuore arranca, quando mi sento sperso nel vuoto come una foglia senza albero, ringrazio Dio.
Perché una forza invisibile continua a sorreggermi.
Dunque fermati un momento.
Chiudi gli occhi anche tu.
Lascia cadere il peso del mondo, le paure, i nomi, le distanze.
E muori insieme a me, alla vecchia illusione di essere separati.
Perché proprio adesso la sto vedendo.
L’Anima Universale.
Immensa, silenziosa, luminosa.
Bella.
E perfetta.