28/04/2026
"Sono esclusi comunisti/fancazzisti. Masterchef del c***o ed affini. Persone con problemi problematiche di alcol droghe e di orientamento sessuale".
Chef Paolo Cappuccio cercava personale per Madonna di Campiglio con questo annuncio da manuale su Facebook. E probabilmente pensava anche di essere particolarmente geniale.
"Peccato" che in Italia esista anche la Costituzione.
Il Tribunale di Trento, infatti, ha stabilito quello che chiunque dotato di sale in zucca sapeva già: discriminare i lavoratori in base all'orientamento sessuale o alle idee politiche è illegale. Punto.
Risultato? Cappuccio condannato, 6000 euro alla CGIL - che ha denunciato l'episodio - e la sentenza da pubblicare su un giornale nazionale.
Una ricetta del tutto fallita, insomma.
Le sue giustificazioni all'epoca, quando scoppiò il caso? Sui comunisti disse "Hanno sempre bisogno di qualcosa in più che gli altri non hanno, fanno i comizi, chiedono quante ore facciamo, la domenica vogliono essere pagati il doppio mentre quelli di destra, al contrario, sono più decisi e arrivano all’obiettivo”
E sulle persone LGBTQ+: “Sono stato frainteso, mi riferivo a un orientamento sessuale legato ai minori e non legato a uomo/uomo o donna/donna, sempre purché abbiano un comportamento consono. Atteggiamenti effeminati in cucina? È una cosa che può dare fastidio. Se uno è troppo effeminato guasta l’ordine della brigata”.
E sui tatuaggi: “Criticano me perché ho dei tatuaggi nazisti e fascisti, ho Mussolini, l’Altare della Patria, la svastica. Per me è un gesto di ribellione, il comunismo non ha fatto morti? La svastica è un segno forte e quando renderanno illegale la falce e il martello allora anche io toglierò la svastica”.
La CGIL del Trentino la definisce "sentenza storica" ed è difficile darle torto. Perché in un paese in cui certe uscite vengono ancora difese come "libertà di impresa" o "coraggio di dire quello che si pensa", un tribunale che risponde con chiarezza è quasi una notizia.
Un lavoratore deve essere valutato per le sue competenze, non per quello che è, per chi ama o come vota. Concetto elementare. Che però evidentemente, tra una stella Michelin e l'altra, era sfuggito.
Bravi a chi ha avuto il coraggio di fare ricorso. Il lavoro non è un privilegio per poche categorie scelte, ma un diritto universale.