18/07/2026
Un nuovo passo per un maggior riconoscimento della qualità è quello che ha disposto il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con una nuova circolare in cui si introduce un deciso cambio di rotta in materia di etichette; ora gli oli ottenuti da miscele di oli extravergini e oli vergini non potranno più riportare la dicitura “olio extravergine di oliva”.
A differenza di una precedente circolare, anche se alcuni parametri facevano rientrare gli oli tra gli extravergini, ora la sola presenza di oli vergini li esclude da questa categoria.
“Per l’olio c’è bisogno di regole certe” ha dichiarato il Ministro che poi ha continuato “regole che servono a chi produce e imbottiglia ma soprattutto per chi compra. Quello che viene denominato extravergine lo deve essere davvero.”
È un provvedimento che vuole aumentare la chiarezza e la trasparenza a tutela di chi, ogni santo giorno, cerca di fare la qualità e che va a favore dei consumatori per garantire che possano acquistare bontà, salute ed eccellenza.
Sarà ancora possibile effettuare blend tra oli extravergini.
Personalmente è un provvedimento che mi trova d’accordissimo. Un olio, quando è vergine, è perché, almeno a livello organolettico, presenta dei difetti e, giustamente, con questo provvedimento se ne marca la differenza.
Si spera che, come spesso succede nel nostro paese, fatta la legge si trovi l’inganno.
L’olio evo è il prodotto più importante dell’enogastronomia italiana in fatto di biodiversità varietale, gli ulivi sono, tra le piante, i migliori amici dell’uomo, il ramoscello dell’ulivo è presente sullo stemma della Repubblica; non deludiamo tutta questa importanza e portiamole il rispetto e la cultura che si merita.