12/06/2025
🇮🇹 IL MINISTRO ACCOGLIE ADAM, MA IL GOVERNO ITALIANO FORNISCE LE ARMI CHE HANNO UCCISO LA SUA FAMIGLIA 🇮🇹
Ha del surreale la scena che si è consumata ieri sera all’aeroporto di Linate: Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, ha accolto sorridente Adam, un bambino palestinese di 11 anni, sopravvissuto a un bombardamento israeliano che ha sterminato tutta la sua famiglia. Padre e nove fratelli, polverizzati da un ordigno sganciato su Gaza. Ordigno che – con ogni probabilità – è stato fornito proprio da un Paese come l’Italia, alleato e rifornitore regolare dello Stato di Israele.
Tajani ha consegnato ad Adam un pallone da calcio, gesto simbolico quanto ipocrita, se si considera che quel bambino oggi cammina tra le macerie fisiche e psicologiche causate anche da decisioni prese nei palazzi della politica italiana. Adam è stato trasferito all’ospedale Niguarda di Milano, dove riceverà cure per le fratture multiple riportate e un supporto psicologico. La madre, Alaa al-Najjar, medico sopravvissuto anch’essa all’attacco, era al suo fianco.
Il piccolo fa parte di un contingente di 17 minori feriti provenienti dalla Striscia di Gaza, giunti in Italia grazie a un corridoio umanitario che coinvolge varie strutture e ministeri. Un’operazione certamente meritoria dal punto di vista umanitario, ma che rischia di diventare paradossale se non si guarda l’intero quadro: prima si contribuisce alla distruzione, poi si posa la maschera dell’accoglienza.
Mentre l’Italia accoglie bambini mutilati, non interrompe né ridiscute in alcun modo la sua collaborazione militare con Israele, che continua indisturbata. Il ministro Tajani ha dichiarato di volere una “soluzione politica e duratura, basata su due Stati”. Ma intanto, tra una dichiarazione diplomatica e l’altra, le bombe continuano a piovere, e i bambini come Adam continuano a morire. O, nel migliore dei casi, a sopravvivere da soli.
Stefano Becciolini
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