In tempi in cui ‘mangiare bene e sano’ e ‘mangiare a prezzi accessibili’ sembrano escludersi a vicenda, esistono delle realtà che si pongono come obiettivo quello di dimostrare come in realtà queste due frasi possano benissimo coesistere e dare vita a qualcosa di nuovo ed innovativo che renda la cucina di qualità a portata delle tasche di tutt*. In un mondo in cui l'andare "a cena fuori" sta diven
tando sempre di più appannaggio dei ricchi, le osterie popolari lottano per sfatare questo mito dando vita ad esperienze virtuose e sperimentazioni in continuità con percorsi politici e sociali, sviluppando un modello di cucina critica orientata al consumo ed all'alimentazione consapevole, con un occhio ai prezzi sempre rigorosamente popolari in maniera tale da rendere la buona qualità accessibile a tutt*. vuole inserirsi all’interno della lunga esperienza di osterie popolari proponendosi come modello alternativo a quello promosso dall’ EXPO del capitalismo e delle multinazionali del cibo, il cui tema ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’ si è tradotto di fatto in sprechi, inquinamento, sfruttamento dei lavoratori, mafia, e ha generato un ulteriore impoverimento delle condizioni di alimentazione del pianeta con enormi sprechi di denaro ed energie. Le politiche alimentari e produttive che ci vengono presentate tramite i nuovi "modelli dell'alimentazione", come ad esempio Eataly, non determinano grandi cambiamentiI e miglioramenti per il futuro ma anzi vanno ad ingrossare ulteriormente i portafogli già gonfi degli speculatori dell'agroalimentare, lasciando in eredità macerie, abbandono e nuovi modelli di precarietà lavorativa che ben si inseriscono nel progetto di capitalizzazione selvaggia di ogni ambito di realtà. La nostra proposta è quella di una cucina sana, genuina, con prodotti a km zero e di piccoli produttori, nel rispetto della freschezza, della stagionalità e dell’ambiente, nel rispetto dei lavoratori e dei consumatori, cercando anche attraverso un percorso di condivisione dei saperi, sperimentazione e criticità di ricreare un ambiente dove non si vada semplicemente ‘per mangiare’ ma per creare "spazi ed occasione di confronto e socialità".