Cadirico

Cadirico Càdirico è un’Azienda
Agricola Sociale e Biologica (gestita dalla Cooperativa Sociale Thiel) localizzata a Ronchi dei Legionari (GO). Una visione ottimistica?

Riferimenti culturali

Filosofia della Condivisione
La competitività in ogni ambito delle attività umane, i conflitti d’ogni genere, l’abuso dei diritti e della dignità di tante vite umane, hanno creato e stanno creando degli squilibri sociali immensi. Nell’attuale contesto di globalizzazione tali squilibri si moltiplicano producendo un malessere sempre più diffuso nelle popolazioni. Gli stati son

o orientati a soddisfare le esigenze egemoniche di gruppi economici e finanziari che dettano l’agenda della politica, suscitando nello stesso tempo sdegno e violenza a danno del bene comune. Secondo diversi filosofi ed attivisti (Carl Polany, Raj Patel, Vandana Shiva, Wolfgang Sachs, Tim Jackson, Zygmunt Bauman, Serge Latouche, Jeremy Rifkin, Euclides Mance, Maurizio Pallante, Carlo Petrini, ecc), una nuova epoca sta, però, avvicinandosi. La parola chiave che la definisce è condivisione. Ciò che contraddistingue questa nuova epoca è infatti la cooperazione, la capacità di singoli, gruppi e nazioni di condividere ciò che hanno e di lavorare assieme nella risoluzione dei problemi, promuovendo un clima di pace. A garantire il futuro del pianeta non sarebbe quindi la competizione, ma la capacità di aiutarsi e di unire le proprie forze puntando al benessere di tutti, nessuno escluso. Il nuovo che avanza si caratterizza per la progressiva presa di coscienza che l’essere chiamati al dono significa ascoltare costantemente la parte migliore di noi stessi. La filosofia della condivisione muove le sue riflessioni a partire da un’antropologia positiva, che supera la concezione economica classica di homo economicus per approdare a quella più recente di homo empaticus. Con le sue azioni, è questa seconda tipologia di uomo che scardina poco a poco le barriere dell’indifferenza e tesse una rete sociale, garanzia di apertura, scambio e integrazione. Egli sente di appartenere e di sostenere la rete che comincia dal piccolo e a livello locale, ma che si dirama fino a diventare nazionale e sopranazionale; si sente parte di una comunità che promuove la solidarietà, l’uguaglianza, la responsabilità civile, valori che crede fondamento essenziale per ogni società. La filosofia della condivisione ritiene che l’uomo stia iniziando a vedere il mondo con occhi nuovi. È un uomo che vede le cose con la speranza che quel piccolo seme da lui gettato servendo il prossimo, nell’educazione dei giovani, nel soccorrere chi è più in difficoltà,
nell’aiutare lo straniero a integrarsi, nel salvaguardare l’ambiente, possa crescere e mutarsi in coscienza collettiva. Impegnato nell’educare e nell’educarsi alla gioia, l’homo empaticus ha capito che la vita buona richiede reciprocità e che dare è sempre anche ricevere. L’essere umano non viene dunque considerato rapace e indomabile, creatura fatta di passioni e impulsi che spingono inesorabilmente a consumare. Generoso e capace di andare incontro ai bisogni dei suoi simili, l’uomo avrebbe piuttosto smarrito il cammino che lo conduce verso relazioni più giuste con i suoi simili, con l’ambiente che lo ospita, e verso una vita più salutare e felice. Egli avrebbe difficoltà a valutare il mondo e le relazioni sociali secondo parametri diversi da quelli imposti e favoriti dall’attuale sistema economico e dalle avide logiche che ne stanno alla base. In ogni uomo ci sarebbe un potenziale d’amore e creativo inespresso, una forza bloccata da un consolidato modo egoistico di pensare e agire che esclude ogni senso di responsabilità nei riguardi del prossimo. L’uomo vive al di sotto del suo reale potenziale e fatica nel suscitare, proteggere e promuovere la vita, la fraternità e la comunione. La condivisione rappresenterebbe il fattore in grado di tirare fuori questo potenziale inespresso. Può darsi. Ma si tratta, secondo questi stessi filosofi, di un percorso globale al quale ogni uomo sarà presto chiamato, un percorso di amore e di coraggio che non lascia vere e proprie alternative. Come a dire: se non accetteremo la cooperazione potremmo seriamente rischiare di fare tutti quanti una brutta fine. Il pianeta potrebbe non resistere alle continue tensioni cui l’umanità lo sta sottoponendo. Da qui l’accento posto da molti studiosi sul «prestare attenzione» e sul «prendersi cura», sul guardare con amore e compassione il mondo naturale che ci circonda, sul combattere per una società più giusta. In ogni paese stanno nascendo nuovi gruppi con il desiderio di tradurre in modo concreto i più alti ideali e di lavorare per il bene degli altri, superando barriere ed egoismi. Un numero crescente di uomini e donne coraggiosi stanno spendendo la loro vita per cause nobili; uomini e donne aperti al mondo, che hanno saputo leggere i segni dei tempi e provano a dare risposte adeguate, il più delle volte pagando un caro prezzo. Sono coscienti del fatto che la spinta individualistica ha liberato enormi energie, ha sostenuto la vitalità di un mercato capace di esprimere sempre nuove domande. Oggi, però, quello sviluppo è rallentato entrando in crisi in modo irreversibile, c’è un dissolvimento delle capacità decisionali nelle questioni d’interesse collettivo e l’autonomia dei comportamenti è sfociata in forme di disagio. Per il futuro, i valori su cui occorre puntare poggiano sempre meno sulla rivendicazione dell’autonomia personale e sempre più sulla riscoperta dell’altro, sulla relazione e la responsabilità. In sintesi, sulla condivisione. L’Agricoltura Sociale
«L’Agricoltura Sociale è quella attività che impiega le risorse dell’agricoltura e della zootecnica, la presenza di piccoli gruppi, famigliari e no, che operano in realtà agricole, per promuovere azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione, servizi utili per la vita quotidiana e l’educazione». Le aree di lavoro dell’Agricoltura Sociale sono numerose ed in particolare fanno riferimento a:
1. Riabilitazione/cura:
per persone con gravi disabilità (fisica, psichica/mentale, sociale) con un fine socio-terapeutico;
2. Formazione e inserimento lavorativo:
esperienze orientate all’occupazione di soggetti a più basso potere contrattuale o disabilità lievi;
3. Ricreazione e qualità della vita:
esperienze rivolte ad un ampio spettro di persone con bisogni (più o meno) speciali, con finalità socio-ricreative (agri-turismo «sociale», fattoria didattica);
4. Educazione:
per soggetti molto diversi che traggono utilità dall’apprendere il funzionamento della natura e dei processi produttivi agro-zootecnici (minori, burn out, malati terminali);
5. Servizi alla vita quotidiana:
agri-asili, servizi di accoglienza diurna per anziani, riorganizzazione di reti di prossimità per la cura ed il supporto alla vita di anziani. Il concetto di Agricoltura Sociale si distingue quindi per i seguenti elementi:
• Il fatto di legare insieme attività di produzione e processi agro-zootecnici e l’erogazione di servizi sociali per persone e comunità;
• l’informalità e, allo stesso tempo, la responsabilità e la mutualità da parte dei soggetti coinvolti, ed in particolare dell’impresa agricola, aspetti che consentono di mettere a disposizione degli utenti contesti e servizi inclusivi anche perché caratterizzati da un basso tasso di medicalizzazione;
• la flessibilità e l’adattabilità delle strutture di agricoltura sociale ad un’ampia gamma di bisogni e d’utenti;
• la possibilità da parte delle imprese agricole di partecipare alla produzione di beni collettivi e di comunità;
• la diffusione di attitudini d’impresa più attente alle esigenze dei portatori d’interesse locali e no, in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa;
• il legame che si può generare tra la responsabilità dei produttori e quelli dei consumatori nell’ambito di relazioni più dirette ed improntate a comportamenti contraddistinti da valori etici più profondi;
• la possibilità, nei percorsi socio-terapeutici e di formazione/inclusione lavorativa, di favorire percorsi di transizione e di continuità favoriti dalla partecipazione a processi economici;
• la possibilità di ri-orientare delle risorse disponibili localmente alla missione dei servizi alla persona e di generare strategie win-win, secondo cui ognuno dei soggetti partecipanti riesce a trovare un proprio vantaggio diretto, immateriale e materiale;
• l’opportunità di offrire e rigenerare beni di relazione nelle comunità locali e d’integrare concetti di mutualismo e di professionalità nella rete dei servizi. Allo stesso tempo, ci sono alcune caratteristiche indispensabili che devono essere assicurate nell’esperienze d’agricoltura sociale, ed in particolare:
• la necessità di favorire una stretta integrazione tra la rete dei servizi di protezione sociale e delle professionalità degli operatori in essa coinvolti e le reti informali assicurate dal mondo dell’Agricoltura Sociale;
• la necessità di porre al centro delle pratiche di Agricoltura Sociale, ed in particolare di quelle che riguardano soggetti a più bassa contrattualità, le persone coinvolte. I servizi che i progetti d’agricoltura sociale possono assicurare offrono un diverso supporto all’organizzazione della rete di protezione sociale territoriale. In particolare:
• in ambito periurbano, le risorse dell’agricoltura consentono di diversificare l’offerta della rete dei servizi rivolta a ceti di estrazione prevalentemente urbana. I progetti di agricoltura sociale, peraltro, riescono a stabilire nuovi contatti tra mondo urbano e rurale, favorendo la crescita di nuove relazioni e di nuova conoscenza tra gli abitanti della città ed imprese agricole. L’esito di questi percorsi può favorire la definizione di nuovi significati intorno al cibo, e l’apertura di nuovi campi di opportunità, per i produttori come per i consumatori, con risvolti spesso positivi anche dal punto di vista dei percorsi d’inclusione sociale e lavorativa;
• nelle aree che si caratterizzano per maggiori connotati di ruralità, accanto alla missione sopra descritta, si aggiunge la possibilità di ispessire la re

Indirizzo

Via Aeroporto
Ronchi Dei Legionari
34077

Telefono

3298353507

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