15/04/2026
LA MIA STORIA 5
"Soviet supremo"
A casa di John c'era una situazione abbastanza surreale. Il padre comunista, comunista convinto, uomo di grande onestà, grande lavoratore. E la madre, cattolica della domenica, una donna forte, una donna che lavorava nella fabbrica di tabacco, una delle primissime donne a portare una moto con le marce.
A casa di John si viveva una vita da soviet supremo. Lui non ricordava cinema, non ricordava ristoranti, non ricordava viaggi, niente di tutto ciò.
Suo padre era stato discriminato molte volte, molte volte. Ecco perché forse l'odio di John per la società sandonatese partiva da lì.
Il padre era un costruttore di case e, per il solo fatto che fosse comunista, non gli davano il lavoro. Veniva screditato da parte di tutti. Questa cosa a John non è mai scesa.
Ricordava un episodio che successe alla scuola media, in cui il prete della parrocchia chiese agli alunni chi fosse comunista. John, come uno scemo, alzò la mano. Il risultato fu che a tutti il prete diede la caramella, tranne a lui. Quando tornò a casa e raccontò questo episodio, il padre andò al bar e gli compro un sacchetto di caramelle.
Il padre aveva sputtanato in pubblica piazza il vecchio prete, perché arrivava dal governo la pasta da dare ai poveri e lui se la rivendeva. Ecco il perché di quella parte a scuola.
Il padre era comunista convinto perché aveva fatto la seconda Guerra mondiale e fu mandato dai fascisti al fronte, in Africa. Stavano al porto ad aspettare il rientro delle navi italiane. Anziché le navi italiane, arrivarono gli inglesi e li fecero prigionieri. Solo per uno scherzo del destino confusero il suo cognome da Rollo in Bollo, fu scambiato e dato agli americani. Ha fatto tutta la sua prigionia in campi di concentramento americani e negli ultimi anni della sua vita, di notte delirava, dicendo: "Assassini! Assassini!"
Per questo John ha scritto un testo, circa trent'anni fa, che fa in questo modo: "Mentiti fuecu e fomentati odiu, intra lu munnu agnasciu
e se sutta la terra 'ncete puru lu petroliu, siti pronti cu distruggiti nu populu.
E' sulu nu sporcu giocu fra potenti, ci inde armi alli pezzenti
e ci ricostruisce dopu li bombardamenti, se morenu piccinni e interi continenti.
Colonizzatori de terre e de pianeti, sulu a ddu uliti mentiti li divieti e bu scunniti sutta na maschera te libertà, ma teniti scrittu assassini sulla carta de identità" (Brutalità per amore - Sud Sound System, Terron Fabio, Don Rico e Papa Gianni).
Dopo trent'anni si rivela tristemente troppo attuale.