La notizia l'abbiamo appresa dal titolone di "Cronache del Mezzogiorno" di domenica 22 aprile: "Aquile d'oro e d'argento per i seniores di Fenacom". Sottotitolo: "Questa mattina a Palazzo Sant'Agostino la cerimonia di premiazione dedicata agli associati della Confcommercio che vantano la maggiore anzianità dell'esercizio della professione". Scorri l'elenco dei premiati e trovi tal "Domenico Paradi
so" da San Giovanni a Piro. Dopo l'aquila d'argento ricevuto nel 1985 e quella d'oro del 6 luglio 1995, arriva oggi l'aquila di diamante con la targa di "maestro del commercio" per "aver svolto oltre 50 anni di attività". Pyros lo ha incontrato per festeggiare l'importante riconoscimento ed ha ripercorso con lui mezzo secolo di vita cittadina perché lui, di attività, ne ha fatta tanta e varia. Paradiso non si slaccia: "quel giorno ho rivisto Antonio Pastore, già presidente dell'Associazione provinciale Commercianti e tanti altri, tra cui Beniamino Giudice". Ma chi è Domenico Paradiso, legittimamente detto "Il Cavaliere"? L'uomo nasce a San Giovanni a Piro l'8 dicembre 1931, sposato con Rosa dal 1959 da cui ha avuto Annamaria. Titolo di studio? "La scuola dell'obbligo" precisa orgoglioso. Prima "apprendista falegname" presso la premiata Officina del legno di Cesare Ferrara, poi nel 1951 la decisione di emigrare in Venezuela dove vive due anni, infine il ritorno in Italia. Figlio d'arte? In un certo senso, sì: "mio padre era un commerciante ambulante di frutta e verdura" ed, a mò di reliquia, ci mostra la licenza di commercio di papà Nicola firmata dal Podestà, la numero 39 del 16 febbraio 1939 "per l'esercizio del commercio ambulante di verdura, frutta, cereali, e diversi nella provincia di Salerno e limitrofe" con allegato certificato di iscrizione nel "registro esercenti mestieri ambulanti". Nel 1953 dunque, il ritorno dal Venezuela, un anno dopo (è il 30 marzo 1954) in via Municipio comincia la storia. Come nasce quella decisione? "Fu una decisione tutta mia ed incoraggiata dai miei. Pensi che il mobilio e le attrezzature in legno le costruii io stesso presso la falegnameria Ferrara dove avevo fatto apprendistato". La concorrenza? "Eccome, c'erano circa quattordici negozi, alcuni gravitanti presso Piazza Gaza". Intanto conosce Rosa (nel 1957), la sposa (siamo nel 1959) e con il suo aiuto sviluppa l'attività. Nell'ottobre del '60 il trasferimento di casa e di negozio in via Roma. Da allora ad oggi una decina di collaboratori. (il "Nostro" ce li elenca uno per uno con affetto e regalando una nota di simpatia per ciascuno ma, in un eccesso di riservatezza, ci chiede di non scriverne i nomi). Nel luglio 2003 il Market Paradiso cambia sede trasferendosi da via Roma a Via Nazionale: "una scelta proprio felice che ha determinato un incremento di incassi di circa il 40%". Il signor Domenico Paradiso chiude l'attività commerciale il 31 Dicembre 2002. Oggi che fa? Il pensionato? Si schernisce quasi offeso: "Sono un collaboratore del Market Paradiso.. ho bisogno del contatto umano con la gente, con coloro che ho rispettato e che mi hanno rispettato per 50 anni". Cavaliere Paradiso, fedelissimo nei secoli alla Despar? "Certo, sono affiliato Despar da venti anni. Nel 1987 mi hanno dato questo lingottino d'oro come "primo associato della provincia". Com'era il commercio allora? "La pasta era venduta sfusa in sacchi da 20 kg, quella lunga talvolta addirittura nelle cassette di legno. La prima pasta in cellophane è stata la Debar dei baroni De Bartolomeis di Pontecagnano: pasta di semola di grano duro". Poi è arrivato il pacchetto: "pesava una libbra, cioè 453 grammi.. poi il governo decretò che la pasta andava venduta in tagli da 250g o 500g". E nel banco salumi? "Oggi ho contato nel banco circa 50 prodotti di salumi e formaggi, negli anni '50 nella vetrinetta fatta con le mie mani c'era la mortadella, il salame, il provolone dolce e quello piccante". I pagamenti erano puntuali? "Negli anni '50 i soldi erano pochi, le pensioni quasi inesistenti e, come entrata, c'erano le rimesse degli emigrati, il lavoro nei campi e un po' di artigianato. Ricordo che alcuni clienti pagavano con un anno di ritardo, dopo aver ingrassato e venduto il maiale". C'era la famosa e provvidenziale "libretta": "Sì, dove si faceva credito a tasso zero". Della libretta si faceva una doppia copia? "Non c'era bisogno, bastava la copia per i clienti. Ci si fidava e mai una è andata persa ". Domenico Paradiso, Presidente dell'Associazione dei Commercianti. Dall'archivio privato una missiva del 30 settembre 1975 al "Presidente Paradiso" firmata dall'ufficiale sanitario Luigi Ragucci che invitava a "voler informare gli addetti ai pubblici esercizi per la vendita, manipolazione o produzione di sostanze alimentari di vestire il camice bianco all'interno dell'esercizio e di osservare la massima igiene personale". Dell'epoca il Cavaliere conserva un pubblico manifesto datato 14 dicembre 1972 dove si apprende che "in riferimento all'applicazione pratica dell'IVA che andrà in vigore prossimamente un incontro con un esperto invito agli operatori commerciali alla riunione presso il cinema Aurora di San Giovanni a Piro lunedì 18 dicembre 1972". Domenico Paradiso, delegato alla Cassa Mutua Commerciale. "Era il 1970, allestimmo il seggio con Leopoldo Bellotta ed Emilio Cangiano per eleggere il delegato alla cassa provinciale in rappresentanza dei commercianti a posto fisso del Comune (gli ambulanti elessero delegato il compianto Emilio Magliano). Ebbi la meglio in un'agguerrita battaglia con un altro concorrente". Quale fu il senso di quella esperienza decennale? "Interessante perché a Salerno si gestivano i contributi assistenziali. Oltretutto la gestione della Cassa fu ineccepibile al punto che il Ministero dell'Industria e del Commercio volle conoscere i componenti distintisi per la buona amministrazione". Questa nota di merito fu forse rilevante per il conferimento dell'onorificenza di Cavaliere? "Direi di sì perché l'onorificenza viene conferita con decreto del Capo dello Stato ma proprio su proposta del Ministro dell'Industria". Fu così che il 2 giugno 1974 al Nostro va l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica "con facoltà di fregiarsi delle insegne stabilite per tali classi". Il documento originale statuisce che "il signor Domenico Paradiso è stato iscritto nell'elenco dei Cavalieri numero 4836, serie 111". Non era facile fregiarsi di tale titolo: "vennero l'allora tenenza dei Carabinieri per assumere informazioni perché anche una semplice sanziona amministrativa era ostativa". Il Cavaliere ci mostra la Gazzetta Ufficiale di sabato 11 gennaio 1975, pagine 26, con il suo nome nell'elenco dei Cavalieri della Repubblica. Sui giornali arrivarono le felicitazioni (Il Mattino del 18 settembre 1974). E' stato anche delegato Ascom ed Enasco per dieci anni. "Si, l'associazionismo ed il relativo ente di assistenza per il commercio mi rilasciarono un diploma di benemerenza per aver 'validamente operato per l'affermazione della mutualità nel settore del commercio della provincia di Salerno'". Nel marzo 1980 l'ingresso nel mondo della scuola: "la giunta della Camera del Commercio di Salerno mi nominò in rappresentanza delle forze sociali nel consiglio distrettuale scolastico di Sapri. Un'esperienza durata circa sei anni". Paradiso fu inoltre Presidente del Consiglio di Istituto (il primo all'indomani della riforma scolastica) dal 1975 al 1976 nella scuola media di San Giovanni a Piro. Non manca l'impegno nel campo politico. Nel giungo 1975 è il primo sangiovannese eletto (dopo il sindaco Palazzo) nella lista numero 1 con 1312 voti (preceduto solo dal costruttore Giuseppe Palumbo e da Giuseppe Caruso), nel 1980 viene rieletto, si ricandiderà poi nel 2000. Gli incarichi politici seguono la vocazione commerciale: "sono stato membro della commissione commercio a posto fisso e di quella per il commercio ambulante". Cavaliere, qualcuno però preferisce chiamarLa "Presidente". Sono stato Presidente della Polisportiva Sangiovannese dal 1976 al 1983. In tutto nove campionati: due di terza, sette di seconda categoria e due di categoria allievi". Come nasce la passione per il calcio? "Ero e sono tifoso del Napoli quando alcuni amici mi proposero come Presidente della società". Anche nel calcio non mancano i premi: "per due anni con targhe di benemerenza ed il premio disciplina". Infine, Domenico Paradiso, musicista, "Era il 1946, ero il più piccolo della banda ed ho suonato il clarinetto in Mi bemolle fino al 1950". Cavaliere, una sola, perfida e finale domanda: Le capita mai di togliersi la cravatta? "D'estate, quando fa troppo caldo di solito non la indosso... Direttore, infine vorrei aggiungere che una cosa sola è certa: ho lavorato con passione, serietà ed onestà cercando di avere con il cliente maggiormente un rapporto di amicizia e stima".