28/07/2026
Ti sei mai chiesto perché una bottega si metta a fare panini gourmet?
Perché ho pensato fosse il modo migliore per far conoscere quello che ho scelto di portare in bottega.
Ogni prodotto che entra qui ha superato la stessa prova: so da dove arriva, so chi lo lavora, so come è fatto.
Alcuni nascono da aziende agricole del territorio, altri da laboratori artigiani che trasformano materia prima buona.
Quello che hanno in comune non è la
dimensione — è il modo.
Raccontarteli uno alla volta richiederebbe tanto tempo e risulterebbe, forse, noioso.
Dentro un panino, invece, si incontrano — e li assaggi tutti insieme.
Il pane fa il resto. Perché il pane, per noi, non è mai stato solo un alimento: è il gesto che apre la tavola, quello che si spezza e si divide.
È la merenda dell'infanzia, il panino dell'intervallo, la pausa in piedi degli adulti. Cambiano gli ingredienti, ma quel gesto lo facciamo uguale a sei anni e a quaranta.
Finora ne sono nati tre.
Il Maggio — pane tartaruga di grano duro, valeriana, battuta di asparagi al limone di InKonserva, culatta cotta di Ferrarini.
Perché Maggio è il mese degli asparagi.
Origini — pane integrale, roast beef del Salumificio Zoratti e pesto 'A Ricchigia.
Perché sono le due terre da cui vengo: lontane sulla carta, non nel piatto.
Solstizio — rustichella di grano turco, stracciatella, bresaola di Paganoni e pesca gialla.
Perché il giorno più lungo dell'anno andava mangiato e gustato, non solo festeggiato.
Il pane arriva sempre dal Forno Iob di
Mereto di Tomba che dista pochi chilometri
dalla bottega.
Ad agosto non ci sarà nessun panini gourmet ma a settembre nascerà il quarto — e non ho ancora deciso cosa ci andrò dentro.
Scrivimi due ingrediente nei commenti.
Se mi ispirano, li troverai nel panino di settembre.
Elisa, custode del cibo.
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