20/09/2023
Oggi presentiamo...
SA PANADA
La ricetta tradizionale della panada sarda varia da zona a zona. I comuni più noti sono quelli di Assemini, Oschiri e Cuglieri. Tra queste, la più famosa è la “Sa Panada” di Assemini, che recentemente è entrata nell’Elenco Nazionale dei prodotti tradizionali. Essa ha una forma rotonda, quasi come una pentola a pressione, ed è costituita da una grande sfoglia di pasta lavorata come un recipiente. I bordi sono alti dai 5 ai 10 centimetri e contiene il gustoso ripieno interno, rigorosamente crudo. Per quanto riguarda il condimento, è a base di anguille o carne di agnello condite con patate o carciofi, pomodori secchi e olio extravergine d’oliva. Da questo punto di vista comunque si può spaziare molto, anche in base alla stagionalità: ad esempio, nei mesi primaverili la panada può essere gustata anche con favette e piselli. Le prime testimonianze relative alla cucina di questo piatto risalgono proprio alla civiltà nuragica. Veniva consumata come “recipiente di pasta” ripieno di uva passa e carne d’agnello (in alcune ricette si impiegava l'anguilla), specialmente dai pastori. Infatti, è stata per molto tempo la base dell’alimentazione pastorale. Tuttavia, ci si riferisce a questo piatto con il termine “panada” solo dal XV secolo, quando ha subito delle modifiche importanti. L’etimo deriva probabilmente dall’invasione sp****la di quegli anni e si riferisce proprio all’empanada sp****la.
Gli spagnoli amavano questa pizza, di cui cambiarono sia il nome che la forma e gli ingredienti. Al posto della carne, iniziavano ad essere utilizzati vari pesci e legumi. La popolazione sarda però non aveva particolarmente apprezzato le modifiche alla ricetta originale apportate dagli spagnoli. Si tornò perciò alla ricetta antica, con l’aggiunta di una ricamatura sulla pasta, detta “sa cosidura”ovvero il cordone che unisce i due dischi di pasta. La panada sarda divenne così un cibo da mangiare nei giorni di festa, da offrire alle persone di un certo riguardo.