Il Forno delle Antiche Tradizioni

Il Forno delle Antiche Tradizioni Sono una mamma, che quando era ragazzina si lanciò nel mondo dei piatti tipici sardi

Tante formine disponibili per i biscotti per la colazione...a breve tante new entry 🥳🥳🥳🥳🥳
09/01/2024

Tante formine disponibili per i biscotti per la colazione...a breve tante new entry 🥳🥳🥳🥳🥳

Buon Natale
25/12/2023

Buon Natale

Le ciambelline di Dorgali, originariamente tipiche del Carnevale di Dorgali, sono dei piccoli e morbidi fiori con al cen...
15/11/2023

Le ciambelline di Dorgali, originariamente tipiche del Carnevale di Dorgali, sono dei piccoli e morbidi fiori con al centro marmellata all’arancia o miele con scorza d’arancia, e sopra è depositato un cordoncino arrotolato. Il tutto viene poi cotto in forno. Rispetto alla ricetta originale ho cambiato solo una cosa: non li ho spennellati con uovo prima di infornarli (odio la sensazione lucida che dà l’uovo sulla frolla, sia da vedere che da mangiare). La parte più complicata? Adagiare i serpentelli sulla marmellata

CLIENTE: quanto costa questo lavoro?ARTISTA: partiamo da €25CLIENTE: cosa?? è troppo cara!!ARTISTA: quale pensi sarebbe ...
14/11/2023

CLIENTE: quanto costa questo lavoro?
ARTISTA: partiamo da €25
CLIENTE: cosa?? è troppo cara!!
ARTISTA: quale pensi sarebbe il prezzo giusto?
CLIENTE: non più di €10 €
ARTISTA: Mi dispiace ma non rientrerei nelle spese per così poco
CLIENTE: voi artisti fate prezzi troppo alti.
ARTISTA: mi dispiace che la vedi così, perché non provi a farlo tu?
CLIENTE: ma io non l'ho mai fatto!
ARTISTA: per 100€ posso insegnarti a farlo, e in più avrai le conoscenze per rifarlo.
CLIENTE: affare fatto!
ARTISTA: per iniziare avrai bisogno di vari libri dal quale imparare varie tecniche, e materiale di consumo.
CLIENTE: ma io non ho tutto questo...
ARTISTA: per €100 puoi comprare i libri base che ti servono e il necessario per partire.
CLIENTE: Sono molti soldi ma va bene..farò l'acquisto.
ARTISTA: ok allora ci vediamo venerdi alle 8 di sera!
CLIENTE: alle 8 di sera?? è troppo tardi per me! e poi il venerdì sera vado a cena con la mia famiglia ma va bene sacrificherò il tempo.
ARTISTA: si, anche io, allora porta libri, carta, matite, grafite, gessetti, gomma elettrica, uncinetto vari,cotone, aghi vari, matite pastello, carboncino, sanguigna..
CLIENTE: ma io non ho tutte queste cose!
ARTISTA: per 50€ ,puoi comprarle.
CLIENTE : ma così non mi rimane niente.
CLIENTE: ummm...sai, ho pensato che forse è meglio se lo fai tu. preferisco pagare te piuttosto che fare tutti questi sforzi.
ARTISTA: saggia decisione.
QUESTA È LA REALTA
quando scegli un professionista non paghi solo il lavoro ma anche:
conoscenza
attrezzi
esperienza
mano d'opera
tempo
professionalità
eccetera eccetera eccetera

… supporta gli artisti chiunque essi siano

COPIA E INCOLLA..DIAMO VOCE ALL'ARTE! ❤️

Oggi mi sento così
04/11/2023

Oggi mi sento così

Sono tornata 🥳🥳🥳🥳🥳 dopo un mese di segnalazione per nudismo, per sicurezza vi pubblico una ciambella coperta di zucchero...
02/11/2023

Sono tornata 🥳🥳🥳🥳🥳 dopo un mese di segnalazione per nudismo, per sicurezza vi pubblico una ciambella coperta di zucchero a velo 😏😏😏😏😏

Scusate la mia assenza ma ero in fase di preparazione, oggi diamo spazio alle...TIRICCAS Le tiriccas non fanno parte del...
30/09/2023

Scusate la mia assenza ma ero in fase di preparazione, oggi diamo spazio alle...
TIRICCAS
Le tiriccas non fanno parte della mia tradizione gastronomica. Nonna non le preparava, mamma nemmeno, eppure a me sono piaciute a prima vista. E’ strano, mi sono venute bene fin da subito, e il dolce mi è sembrato immediatamente familiare. Tiriccas non è l’unico modo nel quale vengono chiamate: ci sono le tiliccas, tericcas, tziliccas, cucciulendi e meli, caschettas, cotzuli, fraones, seddines, panigheddos e le preparano per tradizione nella Sardegna centrale e settentrionale. Oggi però le prepariamo un po’ ovunque: guarda me.
La cosa davvero interessante di questo dolce che uno tira l’altro...
Le Tiriccas sono prevalentemente un dolce autunnale ed invernale: si preparavano in Ognissanti, durante la commemorazione dei defunti, ma anche per Sant’Antonio Abate, Natale e in alcune circostanze per festeggiare la Pasqua.

CULURGIONE DE ARRESCOTTUOggi la parola culurgiones viene subito associata ai ravioli sardi più famosi, quelli di patate ...
22/09/2023

CULURGIONE DE ARRESCOTTU
Oggi la parola culurgiones viene subito associata ai ravioli sardi più famosi, quelli di patate e menta tipici dell’Ogliastra, inconfondibili per forma e ripieno. In realtà culurgiones è una variante di una parola che identifica tutta la pasta fresca ripiena tradizionale, ma non solo, anche alcuni dolci!
I culurgiones de arrescottu sono un classico della tradizione isolana. L’ingrediente protagonista del ripieno è la ricotta a cui possono essere aggiunti altri ingredienti: quelli più classici sono gli spinaci o le bietole, spesso selvatiche.

AMARETTI SARDIGli amaretti sardi si differenziano dai classici biscotti alle mandorle comuni in tante parti d’Italia. La...
21/09/2023

AMARETTI SARDI
Gli amaretti sardi si differenziano dai classici biscotti alle mandorle comuni in tante parti d’Italia. La caratteristica tipica della variante sarda è
quella di essere morbidi all’interno e croccanti all’esterno. Pochi ingredienti ma dal grande gusto, come i differenti tipi di mandorle. Per la loro preparazione, infatti, devono esserne utilizzate di dolci e di amare, in proporzioni definite. Alcuni vecchi racconti, fanno risalire la loro origine nell’oristanese. Quel che è certo, però, è che gli amaretti sardi sono conosciuti sin dai tempi del medioevo. Le mandorle, infatti, sono sempre state molto presenti nelle cucine sarde fin da epoche remote. Si tratta di un tipo di coltivazione diffusa in buona parte degli antichi orti isolani, in particolar modo nel sud Sardegna. Non è un caso quindi che buona parte dei dolci tradizionali sardi ne faccia ampio uso.In principio, gli amaretti sardi appartenevano alla sfera dei dolci per ricorrenze e feste religiose. La loro stessa preparazione era considerata quasi alla stregua di un rito. Armate di pazienza, le antiche massaie dovevano infatti privare il frutto del guscio più esterno, rompere quello interno e infine estrarre il seme. Ma il lavoro non era ancora ultimato. Il seme doveva poi esser spellato e tritato in maniera grossolana. Solo allora, iniziava la preparazione vera e propria del dolce. In epoca moderna, gli amaretti sono disponibili durante tutto l’anno.

Oggi presentiamo...SA PANADALa ricetta tradizionale della panada sarda varia da zona a zona. I comuni più noti sono quel...
20/09/2023

Oggi presentiamo...
SA PANADA
La ricetta tradizionale della panada sarda varia da zona a zona. I comuni più noti sono quelli di Assemini, Oschiri e Cuglieri. Tra queste, la più famosa è la “Sa Panada” di Assemini, che recentemente è entrata nell’Elenco Nazionale dei prodotti tradizionali. Essa ha una forma rotonda, quasi come una pentola a pressione, ed è costituita da una grande sfoglia di pasta lavorata come un recipiente. I bordi sono alti dai 5 ai 10 centimetri e contiene il gustoso ripieno interno, rigorosamente crudo. Per quanto riguarda il condimento, è a base di anguille o carne di agnello condite con patate o carciofi, pomodori secchi e olio extravergine d’oliva. Da questo punto di vista comunque si può spaziare molto, anche in base alla stagionalità: ad esempio, nei mesi primaverili la panada può essere gustata anche con favette e piselli. Le prime testimonianze relative alla cucina di questo piatto risalgono proprio alla civiltà nuragica. Veniva consumata come “recipiente di pasta” ripieno di uva passa e carne d’agnello (in alcune ricette si impiegava l'anguilla), specialmente dai pastori. Infatti, è stata per molto tempo la base dell’alimentazione pastorale. Tuttavia, ci si riferisce a questo piatto con il termine “panada” solo dal XV secolo, quando ha subito delle modifiche importanti. L’etimo deriva probabilmente dall’invasione sp****la di quegli anni e si riferisce proprio all’empanada sp****la.
Gli spagnoli amavano questa pizza, di cui cambiarono sia il nome che la forma e gli ingredienti. Al posto della carne, iniziavano ad essere utilizzati vari pesci e legumi. La popolazione sarda però non aveva particolarmente apprezzato le modifiche alla ricetta originale apportate dagli spagnoli. Si tornò perciò alla ricetta antica, con l’aggiunta di una ricamatura sulla pasta, detta “sa cosidura”ovvero il cordone che unisce i due dischi di pasta. La panada sarda divenne così un cibo da mangiare nei giorni di festa, da offrire alle persone di un certo riguardo.

Oggi iniziamo con la presentazione dei prodotti che realizzo.LE PARDULASLe pardulas o pardule sono dei dolcetti a base d...
19/09/2023

Oggi iniziamo con la presentazione dei prodotti che realizzo.
LE PARDULAS
Le pardulas o pardule sono dei dolcetti a base di ricotta di pecora, zafferano e scorza di limone, racchiusi in una croccante sfoglia a base di semola di grano duro tipici della tradizione sarda.
Solitamente si preparano nelle festività di Pasqua e possono essere decorate con zucchero a velo, con la glassa(da noi chiamata cappa) oppure spennellate di miele e spolverate con zuccherini colorati.
In alcune zone della Sardegna, ovvero Barbagia e Logudoro sono anche chiamate casadinas o più in generale formaggelle sarde.
Le pardulas hanno una lunga storia nella cultura sarda. La loro origine risale all’antica tradizione culinaria delle feste primaverili. In origine, venivano preparate solo per celebrare la fine della stagione della pecora, quando la ricotta era disponibile in abbondanza. Oggi, le pardulas sono diventate un simbolo della cultura sarda e un dolce popolare in tutta Italia.

Indirizzo

Sestu
09028

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+393427081231

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