L'azienda agricola La Turchina nasce grazie al bisnonno Nazzareno nei primi del '900 come azienda armentizia nelle Marche, a Visso (MC). Con la transumanza delle greggi, l'azienda arriva prima nell'agro romano e poi, definitivamente, nella Maremma Laziale, in cui il bisnonno acquista le terre che diventeranno La Turchina. Oltre all'allevamento delle pecore, si pratica allevamento di vacche da carn
e, cavalli ed asini. La Turchina si specializza poi nella coltivazione dei cereali, in particolare grano duro, diventando dagli anni '80 un punto di riferimento per la produzione di grano da seme per le cooperative locali. Papà Nazzareno, nipote del bisnonno, sposa Antonietta, anch'essa imprenditrice agricola, di origine marchigiana (Castelsantangelo sul Nera), titolare di un'azienda cerealicola a Montalto di Castro. Nazzareno e Antonietta svolgono con passione il loro lavoro di agricoltori e decidono, nel 2000, di passare al metodo di coltivazione BIOLOGICO. La scelta si rivela difficile, specialmente per i primi anni, nei quali le produzioni calano e si devono imparare a capire i nuovi processi produttivi, più legati ai cicli della natura. Ma la convinzione di aver intrapreso la strada giusta è forte e così, nel 2008, le figlie Loretta e Maria Lorenza, la quarta generazione di agricoltori, si insediano nelle aziende, La Turchina e La Viola, portando subito una ventata di novità: si torna ai cereali antichi (Farro e grano Cappelli) e si trasformano, vendendoli direttamente, prima solo tramite il web, poi, dal 2009, nel nuovo punto vendita aziendale. Oggi, la Turchina e la Viola coltivano solo cereali antichi, trasformandone una parte e commercializzandone l'altra in natura e cercando di offrire ai propri clienti prodotti artigianali buoni e soprattutto sani, pieni di sapore e genuinità. Le nostre fatiche sono premiate dai nostri clienti, che diventano affezionati ai nostri prodotti e anche dagli addetti del settore: nel 2008 riceviamo il premio Ceja come "giovane agricoltore europeo più innovativo"; nel 2009 il titolo di "Maestro dell'Agricoltura" della Regione Lazio; nel 2010 il premio per la "Responsabilità sociale d'impresa" della CCIAA di Viterbo; siamo scelte dal Ministero della Gioventù nel Festival dei Giovani Talenti del 2011, che ci inserisce tra i "300 giovani che fanno migliore l'Italia"; Slow Food ci consiglia nella Guida "Il Buon Paese" del "2010" e ci conferma nel 2016 nella guida "Fare la spesa con Slow Food"; la rivista "Il Gambero Rosso", nel mese di Settembre 2011, ci segnala come food shop dove acquistare la migliore pasta secca di Senatore Cappelli e farro Dicocco; così come la Guida di Repubblica; a febbraio del 2016 Geo&Geo ci invita in trasmissione per parlare del nostro lavoro nella rubrica "Le Ecostorie" di Sveva Sagramola. Insomma il nostro motto "TRADIZIONE COME INNOVAZIONE" ci ha portato fino a qui e ci conferma che possiamo pensare al futuro della nostra azienda senza mai dimenticare le tradizioni della nostra terra.