24/10/2026
Tre ingredienti, una frusta a mano e un nome che profuma di altare e credenza antica: sapevi che dietro lo zabaione si nasconde un santo?
La devozione popolare vuole che il nome nasca da San Pasquale Baylón, frate francescano spagnolo e patrono universale dei cuochi. La leggenda — raccontata nei vicoli di Torino come in quelli di Roma — narra che fu proprio lui a suggerire questa crema calda e spumosa a base di tuorli, zucchero e vino per ridare vigore e forza a chi ne aveva più bisogno.
Da San Baylón al piemontese sambajon, il passo per la voce popolare è stato brevissimo.
Eppure, dietro la poesia del mito, i linguisti ci svelano un’altra radice: la parola deriverebbe dal tardo latino sabaia, un’antica bevanda fermentata dell'Illiria giunta a noi tramite il commercio veneziano (zabaja), trasformandosi nel tempo nella crema dorata che tutti amiamo.
Tra leggenda miracolosa e memoria linguistica, lo zabaione resta il conforto per eccellenza: quello che nelle nostre case si preparava montato al momento, spesso con le uova fresche di giornata e una goccia del vino buono di casa.
Tu come lo preferisci: gustato tiepido al cucchiaio o per accompagnare un dolce della tradizione? Raccontamelo nei commenti.