01/05/2023
A Velletri è patria dei “Carciofi alla matticella”.
La leggenda narra della bella Assuntina, che mentre amoreggiava tra le braccia del suo spasimante nel vigneto, non si accorse di aver fatto cadere tra le braci di alcune “matticelle”, (fascine di sarmenti dalla forma irregolare ricavati dalla potatura delle viti), il canestro con i carciofi.
Gli ortaggi, destinati alla colazione del padre e degli altri operai, sembravano irrimediabilmente bruciati, ma la ragazza, senza perdersi d’animo e per non incorrere nelle ire paterne, infilò nel cuore dei carciofi qualche rametto di mentuccia selvatica e dell’aglio fresco che raccolse al centro dei filari. Li risistemò quindi tra le braci, avendo cura di cospargere ogni ca****fo con una buona dose di olio extravergine d’oliva.
La giovane raccolse così l’entusiasmo di tutti i commensali, felici e appagati da quella squisita novità.
Le “mammole romanesche” sono lasciate arrostire per un’ora circa, abbondantemente irrorate d’olio extravergine d’oliva dell’ultima raccolta ( ) prima di essere servite su di un soffice letto di pane casareccio. Se a prima vista vi sembrerà di avere tra le mani solo un ca****fo bruciato, basterà mondarlo delle foglie esterne per restare inebriati dalla fragranza unica e indescrivibile che sprigiona il suo cuore morbido, addentarlo, e lasciarsi trasportare dalla sua rustica dolcezza. L’olio rimasto prigioniero nelle brattee, potrà così riversarsi liberamente sul pane, e inondare la mollica e il palato di gustose emozioni che valgono un viaggio.
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I Carciofi alla Matticella sono riconosciuti come un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), marchio di tutela istituito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali