04/11/2025
Cari amici, amiche e tuttə coloro che hanno attraversato Erbavoglio,
ho lasciato passare del tempo prima di scrivere queste parole. Un silenzio necessario per elaborare, per respirare, per trasformare la fine di un racconto che non fosse solo dolore o rimpianto, ma anche gratitudine e consapevolezza.
Oggi vi comunico che Erbavoglio chiude definitivamente.
Dopo tre anni di vita intensa, di lavoro quotidiano, di scelte coraggiose e di sogni condivisi, il nostro percorso arriva al termine.
Quando Erbavoglio è nato, non voleva essere "solo" una gastronomia. Era - ed è sempre stato - un atto politico, un gesto collettivo di fiducia nel cambiamento. Credevo, e continuo a credere, che il cibo possa essere linguaggio, relazione, cultura. Che scegliere vegetale non significhi rinuncia, ma rispetto; non ideologia, ma empatia.
Ogni piatto preparato, ogni parola scambiata al banco, ogni laboratorio, ogni incontro era parte di un progetto più grande: creare uno spazio libero, inclusivo, gentile e consapevole.
In una provincia dove il mondo vegetale era quasi sconosciuto, Erbavoglio ha voluto aprire una breccia, proporre un'altra narrazione possibile: quella del rispetto per la terra, per gli animali e per le persone.
In questi anni, grazie a voi, quel seme ha germogliato. È diventato un luogo vivo, fatto di chiacchiere sincere, di relazioni autentiche, di affetto reciproco.
Quando le difficoltà economiche sono diventate troppo grandi, la vostra risposta è stata immensa.
La raccolta fondi che abbiamo lanciato è stata sostenuta con generosità, dando ossigeno al progetto e anche al mio spirito.
Grazie a voi, Erbavoglio ha potuto resistere ancora, continuando a portare avanti il suo messaggio e la sua comunità.
Ho provato tutte le strade possibili: ho reinventato, semplificato, sperimentato. Ho lottato con tutto l'amore e l'ostinazione che avevo, ma non è stato abbastanza per superare un contesto sempre più difficile per chi sceglie di restare coerente con i propri valori.
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